Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Inizio selezione lingua


Inizio zona contenuto

Inizio navigatore

Fine navigatore



Studio OCSE: i deficit delle infrastrutture richiederanno nuove fonti di finanziamento

Berna, 21.05.2007 - Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) accoglie positivamente l'orientamento espresso nello studio dell'OCSE ,Infrastructure to 2030", pubblicato in data odierna. Il rapporto giunge alla conclusione che, per poter finanziare le future infrastrutture, gli Stati dovranno ricorrere a nuove fonti di finanziamento - come ad esempio il road pricing o una tassa sul carburante. Secondo quanto pubblicato nello studio, nei Paesi dell'OCSE si aprirà infatti un fossato tra il futuro fabbisogno in ambito infrastrutturale e le tradizionali possibilità di finanziamento.

Lo studio evidenzia il ruolo determinante delle reti infrastrutturali. Strada, ferrovia, elettricità, telecomunicazioni e acqua saranno i fattori chiave per il futuro sviluppo economico e sociale. Quest'importanza delle infrastrutture continuerà ad accentuarsi poiché l'economia, sempre più interconnessa, dipende da infrastrutture funzionali e funzionanti.

Gli esperti dell'OCSE partono tuttavia dal presupposto che in futuro gli Stati non riusciranno più a finanziare le esigenze d'infrastruttura tramite le fonti usuali. Se ciò dovesse avverarsi, si verrebbero a creare elevati costi economici sotto forma di code e collassi della rete, approvvigionamento incerto, riduzione della concorrenzialità, crescita dei problemi ambientali, con conseguenti ripercussioni negative sulla qualità di vita della popolazione.

Il Fondo infrastrutturale della Svizzera viene preso ad esempio

Per prevenire questo scenario, l'OCSE raccomanda di far capo a nuove fonti di finanziamento nel settore pubblico e di coinvolgere maggiormente il settore privato nei finanziamenti connessi agli investimenti infrastrutturali. Nel settore pubblico, l'OCSE intende dare maggior peso al principio di causalità, procurandosi i necessari mezzi finanziari mediante tasse per gli utenti delle infrastrutture (ad esempio, il road pricing). Per l'OCSE, è opportuno introdurre anche delle tasse a destinazione vincolata (per es. una tassa sul carburante) oppure imposte sul valore aggiunto nazionale occasionato dalla rete infrastrutturale. Per la sicurezza della pianificazione a lungo termine, l'OCSE raccomanda l'istituzione di un Fondo infrastrutturale. Per gli altri Paesi, nello studio viene menzionato l'esempio del Fondo infrastrutturale svizzero per il traffico d'agglomerato e le strade nazionali. Per un maggior coinvolgimento del settore privato, l'OCSE propone il modello del ,Public Private Partnership" (PPP). Inoltre, rimanda alle grandi riserve accumulate nelle casse pensioni e nelle assicurazioni, che potrebbero essere investite nelle infrastrutture.

Il DATEC intende mettere in pratica le raccomandazioni

In una sua prima presa di posizione, il DATEC sostiene in linea di massima l'orientamento proposto nello studio dell'OCSE. Il rapporto evidenzia l'enorme importanza delle rete infrastrutturali nei settori trasporti, energia e telecomunicazioni per il futuro sviluppo economico della Svizzera. ,Le insufficienze di capacità delle infrastrutture diventeranno rapidamente delle lacune nell'ambito della crescita" - ha dichiarato il Segretario generale del DATEC, Hans Werder, nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì. Il DATEC intende riprendere le raccomandazioni formulate dall'OCSE ed attuarle nella prassi svizzera. Al riguardo si farà capo soprattutto alla strategia nazionale delle infrastrutture, attualmente in fase di elaborazione presso il DATEC e che verrà pubblicata all'inizio della nuova legislatura. Questa strategia presenterà, nell'ambito delle grandi reti infrastrutturali svizzere (trasporti, energia, telecomunicazioni), quali saranno le sfide future e come si potranno affrontare in maniera vincente.

Per quel che concerne la questione fondamentale sollevata nel rapporto OCSE  - vale a dire il finanziamento a lungo termine delle reti infrastrutturali -, secondo la prospettiva del DATEC la Svizzera deve affrontare una doppia sfida:

  • ­Nell'ambito delle infrastrutture finanziate da privati (telecomunicazioni, energie di rete e traffico aereo), le condizioni quadro statali e la regolazione della concorrenzialità devono essere architettate in modo che a lungo termine gli investimenti necessari siano effettuati dal settore privato.
  • ­Nell'ambito delle reti infrastrutturali finanziate dall'ente pubblico (in particolare la rete stradale e quella ferroviaria), occorrono strumenti di finanziamento sicuri sul lungo periodo, che in parte esistono già oggi (imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata, Fondo FTP, Fondo infrastrutturale). Alla luce di quanto emerso nel rapporto OCSE, bisogna però prendere in esame la possibilità di creare nuovi strumenti (per esempio una PPP e una tassa per gli utenti dell'infrastruttura).

Indirizzo cui rivolgere domande:

DATEC, Servizio stampa, Palazzo federale Nord, 3003 Berna

Editore:

Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Internet: http://www.uvek.admin.ch/index.html?lang=it


Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC
info@gs-uvek.admin.ch | Basi legali
http://www.uvek.admin.ch/dokumentation/00474/00492/index.html?lang=it