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“Dobbiamo agire tutti, dai grandi Paesi industrializzati come gli Stati Uniti e l’Australia ai piccoli Paesi come la Svizzera, passando per i Paesi in via di sviluppo con un elevato tasso di emissioni”. È quanto dichiarato da Moritz Leuenberger in occasione dell’incontro sul clima voluto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon alla vigilia dell’inaugurazione della sessantaduesima sessione dell’Assemblea Generale dell’organizzazione. Il Consigliere federale ha esortato tutti gli Stati a ridurre le loro emissioni per convincere anche gli altri Paesi a fare altrettanto e ha sottolineato come il finanziamento di progetti di riduzione delle emissioni in un Paese in via di sviluppo o in un altro Paese industrializzato costituisca una misura complementare.
Occorre infatti trovare altri strumenti per ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra dopo il 2012 e, in tale contesto, Leuenberger ha sostenuto l’idea di una tassa mondiale sul CO2 applicata a tutte le energie fossili. Una simile tassa favorirebbe il mercato delle energie rinnovabili e delle tecnologie meno inquinanti, riducendo così la dipendenza dal petrolio. Inoltre, fornirebbe le risorse finanziarie necessarie per consentire ai Paesi meno sviluppati di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Il Consigliere federale ha poi precisato la posizione della Svizzera in merito alla futura politica climatica internazionale, la quale deve definire un obiettivo comune di riduzione delle emissioni e garantire una diminuzione sostanziale di queste ultime. Il futuro regime dovrà inoltre essere equo, favorire lo sviluppo sostenibile di tutti i Paesi e prevedere incentivi per gli investimenti nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili.
Come sottolineato da Leuenberger, la priorità va data allo sviluppo di un’azione concertata di tutti gli Stati per ridurre le emissioni di gas serra e consentire l’adattamento ai mutamenti del clima. Il quarto rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ha infatti rivelato che il riscaldamento climatico ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni. Tale impegno è dunque necessario per limitare le conseguenze nefaste dei cambiamenti climatici sull’economia mondiale, sulla salute e sulle popolazioni più svantaggiate.
Realizzare gli obiettivi di Kyoto I
Il ministro dell’ambiente ha inoltre esortato gli Stati industrializzati a realizzare gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto per il periodo 2008–2012, in base ai quali la Svizzera deve ridurre le proprie emissioni di gas serra dell’8 per cento rispetto al 1990. Oltre alle misure adottate in particolare nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’agricoltura, per raggiungere questo obiettivo il nostro Paese ha introdotto anche una tassa sul CO2 applicata ai combustibili e un “centesimo per il clima” sui carburanti. Un ulteriore contributo all’ottenimento della riduzione prevista dovrebbe infine essere fornito dalla defiscalizzazione dei carburanti provenienti dalla biomassa, approvata dal Parlamento all’inizio del 2007.
Incontro con il “Gruppo dell’integrità ambientale”
Nel quadro dell’incontro sul clima, Moritz Leuenberger presiederà una riunione dei capi di Stato e di Governo appartenenti al “Gruppo dell’integrità ambientale” e incontrerà il Principe Alberto di Monaco, il Primo Ministro sudcoreano Han Duck-soo, il Capo del Governo del Liechtenstein Othmar Hasler e il Ministro dell’ambiente messicano Juan Elvira. L’appartenenza a tale gruppo permette alla Svizzera e agli altri Stati di essere regolarmente consultati dagli organi della Convenzione sui cambiamenti climatici nonché di collaborare per ottenere i consensi necessari all’avanzamento dei negoziati sul clima.