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Contrariamente alle Convenzioni del 1963 e del 1976, il nuovo accordo non si propone soltanto di migliorare la qualità delle acque. I Paesi firmatari (Svizzera, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) si impegnano altresì a proteggere animali e piante che vivono nel fiume e lungo le sue rive. A tale scopo devono essere conservati, nella misura del possibile, gli spazi vitali naturali e il corso originario del fiume.
La Convenzione sulla protezione del Reno si propone inoltre una prevenzione delle piene compatibile dal profilo ecologico per potere meglio fronteggiare situazioni estreme in futuro.Altre novità della Convenzione sono l’adozione del principio di prevenzione relativo alla politica ambientale e il coinvolgimento delle organizzazioni non governative (NGO/ONG). Tali organizzazioni, cui viene riconosciuto lo statuto di osservatore, possono inviare delegati alle riunioni della Commissione internazionale per la protezione del Reno e partecipare attivamente ai lavori. In tal modo lo scambio di informazioni con vari gruppi d’interesse, in atto già da alcuni anni, viene istituzionalizzato ed esteso.
Un successo per la protezione dell’ambienteDalla prima Convenzione internazionale, stipulata nel 1963, molto è stato fatto. Come ha detto Philippe Roch, direttore dell’UFAFP, all’atto della firma della Convenzione, «La storia del risanamento del Reno rappresenta un grande successo per la protezione dell’ambiente. E ‘ un fatto unico a livello mondiale che un sistema fluviale di tali dimensioni abbia potuto essere risanato grazie alla collaborazione efficace di tutti i Paesi attraversati dal fiume ». Nell’arco di dieci anni, le sostanze nocive presenti nel Reno sono state dimezzate. Grazie al programma d’azione "Reno" ("Salmone 2000") si è riusciti a reintrodurre il salmone, di cui non c’erano più tracce dagli anni Cinquanta, per ora fino alla ritenuta di Iffezheim nell’Alto Reno, che attualmente viene dotata di una scala per pesci. Per garantire una popolazione di salmoni stabile e in grado di sopravvivere devono però essere costruite altre scale per pesci nel Reno e nei suoi bracci laterali affinché gli animali possano superare le diverse ritenute.