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Tassa CO2 sui combustibili. Carburanti: si prova con il “cen-tesimo per il clima”

Berna, 23.03.2005 - A partire dal 2006 sarà introdotta sui combustibili fossili una tassa sul CO2. Sui carburanti verrà invece riscosso un “centesimo per il clima” facoltativo, che permetterà alle aziende di contribuire in modo sostanziale alla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio. Se entro il 2007 il “centesimo per il clima” non produrrà risultati sufficienti, la tassa sul CO2 sarà applicata anche alla benzina. È questa la soluzione decisa mercoledì dal Consiglio federale per attuare gli obiettivi climatici stabiliti dalla legge. Il DATEC dovrà ora definire i dettagli ed esaminare diverse questioni ancora aperte. Il relativo messaggio sarà inoltrato al Consiglio federale prima della pausa estiva.

Il 20 ottobre 2004 il Consiglio federale aveva inviato in consultazione quattro varianti per l’attuazione della legge sul CO2. Tre di esse prevedevano una tassa sul CO2, mentre una riguardava soltanto l’introduzione di un “centesimo per il clima” facoltativo. Dalla consultazione, che si è conclusa il 20 gennaio 2005, sono emerse opinioni alquanto divergenti. La maggioranza si è tuttavia espressa a favore di una tassa sul CO2 applicata ai combustibili (cfr. scheda informativa 1), soluzione prevista dalle prime tre varianti. Per quanto riguarda i carburanti, invece, non si è avuta una maggioranza netta né a favore della tassa né del “centesimo per il clima”.

Sulla base dei risultati della consultazione, il Consiglio federale ha deciso oggi di introdurre una tassa sul CO2 per i combustibili. Dal 2006 sarà riscossa una tassa di 35 franchi per ogni tonnellata di CO2, il che corrisponde a circa 9 centesimi per litro di olio da riscaldamento. Per quanto riguarda i carburanti, invece, sarà introdotto il “centesimo per il clima” facoltativo. Si tratta tuttavia di una soluzione adottata a titolo sperimentale. Infatti, se non sarà attuata o non produrrà gli effetti auspicati entro il 2007, il Consiglio federale intende introdurre una tassa sul CO2 anche per la benzina. Il diesel potrebbe essere esentato.




I proventi della tassa sul CO2 saranno ridistribuiti

La tassa sul CO2 applicata ai combustibili non è un’imposta, bensì una tassa d’incentivazione i cui proventi saranno restituiti alla popolazione e all’economia. Ai cittadini saranno accreditati ogni anno 46 franchi a testa sui premi delle casse malati. Tale soluzione avvantaggerà tutti coloro che utilizzano in modo oculato l’energia e, in particolare, anche le classi di reddito medio-basse con figli. Nel settore dell’economia, la ridistribuzione avverrà proporzionalmente alla massa salariale AVS. Le aziende rese meno competitive dall’introduzione della tassa potranno esserne esentate sottoscrivendo un impegno di riduzione delle proprie emissioni di CO2. Tale possibilità di esenzione permetterà di limitare il trasferimento dei proventi della tassa dal settore dell’industria e dell’artigianato a quello dei servizi, caratterizzato da un basso consumo energetico.




Accordo in materia di concorrenza nell’interesse pubblico

Poiché il “centesimo per il clima” è un provvedimento volontario, la Confederazione non può influenzare né l’entità dell’aumento dei prezzi né l’impiego dei proventi ottenuti, stimati sui 70 milioni di franchi all’anno. I promotori del “centesimo per il clima” intendono istituire una fondazione indipendente che dovrà occuparsi di tali aspetti. Secondo quanto comunicato dai promotori stessi, i provvedimenti previsti a livello nazionale sono la promozione dei biocarburanti e il risanamento degli edifici. Il contributo più consistente al raggiungimento dell’obiettivo fissato sarà comunque fornito dall’acquisto all’estero di certificati di CO2 (cfr. scheda informativa 4 sui meccanismi di flessibilità).

La Commissione della concorrenza (Comco) ha definito il “centesimo per il clima” come un accordo in materia di concorrenza. In riferimento alla soluzione adottata, secondo il Consiglio federale tale accordo è di interesse pubblico e, pertanto, ammissibile.


Economia: effetti positivi a lungo termine

Secondo il Consiglio federale, la tassa sui combustibili è vantaggiosa in quanto genera incentivi massicci e a lungo termine a livello di prezzi, che si riveleranno efficaci anche in vista di eventuali ulteriori obiettivi di riduzione previsti dal Protocollo di Kyoto per il periodo successivo al 2012. Ciò offrirà all’economia delle condizioni quadro affidabili. Gli effetti sull’economia nazionale dovrebbero essere persino leggermente positivi. Contemporaneamente alla riduzione delle emissioni di CO2 diminuiranno anche le emissioni di altri inquinanti e, quindi, i costi sulla salute. La tassa favorirà inoltre anche l’innovazione e il progresso tecnologico. La Svizzera, la cui economia dipende in gran parte dall’ingegnosità e dalla capacità delle piccole e medie imprese, dispone da questo punto di vista di un notevole potenziale di sviluppo, che potrebbe aprirle anche mercati esteri.




Ulteriore procedura

La soluzione delineata dal Consiglio federale solleva una serie di questioni pratiche che devono essere esaminate in modo approfondito. Il DATEC è stato pertanto incaricato di elaborare una proposta concreta per l’attuazione e di inoltrare il relativo messaggio al Consiglio federale prima della pausa estiva.

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