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Una parte consistente (17%) delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dai Paesi industrializzati proviene dalla Russia. Dopo il forte calo delle emissioni d’inquinanti, registrato in seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica all'inizio degli anni ‘90 e alle conseguenze della ristrutturazione economica, in Russia per i prossimi anni è prevista un'inversione di tendenza. “Apprezziamo il passo compiuto dalla Camera bassa del Parlamento russo in vista della ratifica del Protocollo di Kyoto, che dimostra la serietà dell’impegno del presidente Putin nell’ambito della politica climatica”, ha affermato il Consigliere federale Moritz Leuenberger in una prima reazione.
Dopo la Camera bassa, spetta ora alla Camera alta approvare la ratifica del Protocollo di Kyoto, che potrà così entrare in vigore a breve. A tal fine è infatti indispensabile la sua ratifica da parte di 55 Stati responsabili di almeno il 55 per cento delle emissioni complessive di gas a effetto serra prodotte dai Paesi industrializzati. Dopo l’approvazione del Parlamento russo, i Paesi aderenti genereranno il 62 per cento delle emissioni globali. Finora il Protocollo di Kyoto è stato ratificato da 124 Stati.
“La ratifica da parte della Russia illustra come il Protocollo di Kyoto sia diventato l’asse portante della politica internazionale del clima”, ha inoltre spiegato il Ministro dell'ambiente e dell’energia Leuenberger, nonostante sia ancora osteggiato dagli Stati Uniti, i quali non contestano però il fatto che i cambiamenti climatici costituiscano una minaccia. Sempre secondo il Consigliere federale, l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto conferma e rafforza la politica praticata in tal ambito dalla Svizzera, chiamata a sua volta ad attuare la legge sul CO2.
La Svizzera ha ratificato il Protocollo di Kyoto nel luglio 2003, impegnandosi a ridurre nel quadriennio 2008-2012 dell'8 per cento le emissioni di gas a effetto serra. L'anidride carbonica (CO2) generata dal consumo di vettori energetici fossili costituisce, con quasi l'80 per cento delle emissioni, il principale gas a effetto serra prodotto in Svizzera. Per tale ragione il nostro Paese promuoverà soprattutto misure idonee alla riduzione di tali emissioni. La legge sul CO2 prevede che le emissioni di anidride carbonica legate al consumo energetico siano ridotte del 10 per cento entro il 2010. Il 20 ottobre 2004 il Consiglio federale ha inviato in consultazione quattro varianti per l’adozione di misure supplementari necessarie a cogliere gli obiettivi di riduzione concordati.