Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

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Importanza economica

Finora, in Svizzera, si è piuttosto sottovalutata l'importanza economica delle reti infrastrutturali nazionali: spesso si dà semplicemente per scontato che debbano funzionare in modo irreprensibile. Il dibattito politico sulle infrastrutture ruota soprattutto intorno a questioni riguardanti la regolamentazione, il servizio universale, l'ambiente e i finanziamenti, mentre gli aspetti di natura economica passano solitamente in secondo piano. L'obiettivo del presente rapporto è di sopperire a questa lacuna.

Valore del capitale

Le reti infrastrutturali rappresentano una componente importante del capitale produttivo di un'economia. Il valore di questo stock di capitale può essere determinato in diversi modi: un possibile approccio è il calcolo del valore di sostituzione ipotetico, vale a dire dei costi che risulterebbero se, oggi, si dovessero ricostruire integralmente le reti infrastrutturali (vedi Valore di sostituzione). A causa dell'insufficienza di dati, sono possibili soltanto stime sommarie: secondo uno studio condotto dalla Confederazione e pubblicato di recente, il valore di sostituzione delle sei reti infrastrutturali nazionali è di circa 450 miliardi di franchi (vedi Valeur de remplacement de l'infrastructure environnementale).

Occupazione e valore aggiunto

Tenuto conto dell'approccio intersettoriale della strategia nazionale in materia di infrastrutture, il contributo di ogni settore infrastrutturale all'occupazione e alla creazione di valore aggiunto è calcolato sulla base della tabella di input/output in cui sono riportate le interrelazioni tra i diversi settori dell'economia (vedi Creazione di valore aggiunto nel traffico stradale). Questa prassi garantisce che tutti i settori infrastrutturali vengano registrati sulla base dello stesso metodo e degli stessi criteri (vedi Varietà di studi). Stando alla tabella di input/output più recente, ovvero quella per il 2005, il trasporto aereo e terrestre, l'approvvigionamento di energia di rete e le telecomunicazioni offrono complessivamente il 4,4 per cento dei posti di lavoro e rappresentano il 5,3 per cento del PIL della Svizzera, quote queste paragonabili a quelle dell'edilizia e del turismo. I settori infrastrutturali appartengono quindi ai rami dell'economia più importanti del Paese.

Il valore più elevato della quota del PIL rispetto a quello dell'occupazione globale si spiega con il fatto che la produttività (creazione di valore per posto di lavoro) dei settori infrastrutturali è superiore alla media, soprattutto per quanto riguarda i settori dell'energia e delle telecomunicazioni, caratterizzati da una produzione ad alta intensità di capitale. Nel settore dell'aviazione e in quello dei trasporti terrestri (strade e ferrovia), invece, la produttività si attesta su valori rispettivamente medi e al di sotto della media economica.

settori infrastrutturali 

Creazione di valore aggiunto diretta

Occupazione diretta 

[mrd. CHF]

[% del PIL]

[migliaia]

[%]

Strade

5.8

1.5%

56.7

1.7%

Ferrovie

3.2

0.6%

33.3

1.0%

Aviazione 

1.2

0.3%

7.6

0.2%

Corrente elettrica/gas

8.1

1.9%

21.9

0.7%

Telecomunicazioni

4.8

1.1%

24.6

0.8%

Totale settori infrastrutturali (definizione in senso stretto)

23.1

5.3%

144.0

4.5%

Attività secondarie trasporti

5.3

1.2%

54.3

1.7%

Totale settori infrastrutturali (definizione in senso lato)

28.4

6.5%

198.3

6.1%

Occupazione e creazione di valore aggiunto dirette (2005)

Fonte: Ecoplan

Dovendo ricorrere a prodotti e servizi intermedi (p. es. genio civile, veicoli, attrezzature o servizi ingegneristici), i settori infrastrutturali generano ulteriore domanda e creano così occupazione e valore aggiunto anche in altri rami dell'economia. Tale effetto secondario (o effetto moltiplicatore) è comparativamente elevato in ragione della quota relativamente bassa di importazioni nei settori infrastrutturali; pertanto, se lo si prende in considerazione (con le dovute riserve metodologiche da adottare quando si ha a che fare con moltiplicatori), il contributo complessivo, diretto o indiretto, che i settori infrastrutturali forniscono in termini di occupazione e PIL della Svizzera sale rispettivamente al nove e al dieci per cento.

Settori infrastrutturali

Creazione di valore aggiunto diretta e indiretta

Occupazione diretta e indiretta 

Moltiplicatore

[mrd. CHF]

[%]

Moltiplicatore

[migliaia]

[%]

Strade

1.76

10.1

2.6%

1.58

89.6

2.8%

Ferrovia 

1.76

5.6

1.0%

1.58

52.5

1.6%

Aviazione

1.21

1.4

0.3%

3.85

29.2

0.9%

Corrente elettrica/gas

2.07

16.8

3.8%

3.43

75.0

2.3%

Telecomunicazioni

2.05

10.0

2.3%

1.93

47.5

1.5%

Totale (senso stretto)

1.90

43.8

10.0%

2.04

293.9

9.0%

Attività secondarie trasporti

1.96

10.5

2.4%

2.18

118.4

3.6%

Totale (senso lato)

1.91

54.3

12.4%

2.08

412.2

12.7%

Occupazione e creazione di valore aggiunto dirette e indirette (2005)

Fonte: Ecoplan

Produttività, crescita, capacità concorrenziale

Le cifre riportate non rendono in realtà giustizia all'importanza che i settori infrastrutturali rivestono per l'economia svizzera perché non possono descrivere appieno il ruolo fondamentale che un'infrastruttura ben funzionante svolge per la prosperità di un Paese. Reti infrastrutturali efficienti e affidabili riducono considerevolmente i costi di transazione di tutti gli operatori economici; grazie ad esse, le persone, le merci, l'energia e le informazioni possono percorrere distanze maggiori in modo più rapido e vantaggioso e creare sinergie produttive. I mercati si ampliano, la divisione sociale del lavoro si rafforza, la produttività aumenta: da sempre le reti infrastrutturali sono la forza trainante del benessere e della crescita economica.

Il rapporto diretto tra dotazione infrastrutturale e crescita economica può essere dimostrata empiricamente in tutte le epoche: durante l'industrializzazione esso emerse in modo particolarmente chiaro, dato che innovazioni pionieristiche come la macchina a vapore, l'elettricità, l'automobile o l'aeroplano resero necessaria la costruzione di reti infrastrutturali completamente nuove. Ciò provocò ondate gigantesche di investimenti, che marcarono di volta in volta l'inizio di una fase di alta congiuntura, e rivoluzionò al tempo stesso l'intera struttura economica spingendo la produttività a livelli sempre più elevati (vedi Innovazioni di base). Oggigiorno è possibile osservare fenomeni analoghi nei Paesi emergenti; in quelli altamente sviluppati, invece, vi è piuttosto la reazione inversa: le perturbazioni o addirittura le interruzioni di reti infrastrutturali già consolidate possono provocare danni potenzialmente molto gravi per l'economia. Per questa ragione, nei Paesi dell'OCSE è prioritario preservare la funzionalità e l'efficienza delle reti esistenti, prima di costruirne di nuove (vedi Infrastructure to 2030), il che non significa assolutamente che non devono essere effettuati nuovi investimenti, ma piuttosto che tali investimenti devono servire in primo luogo a completare, modernizzare e valorizzare il già avanzato grado di sviluppo delle strutture in essere.

Negli ultimi decenni si sono ridotti gli scarti tra le dotazioni infrastrutturali dei vari Paesi industrializzati. L'importanza delle infrastrutture per la competitività internazionale di un Paese, tuttavia, non accenna a diminuire e, in futuro, potrebbe addirittura aumentare: nell'era della globalizzazione, infatti, la ricerca dell'ubicazione migliore sembra essere divenuta un criterio centrale per il successo aziendale. Quanto più si accresce la mobilità e quindi l'omogeneità dei fattori di produzione mobili, tanto più la scelta dell'ubicazione di un'azienda è influenzata dai fattori di produzione fissi come la raggiungibilità e la sicurezza dell'approvvigionamento. Lo stato e la qualità relativa delle reti infrastrutturali continuerà quindi a essere un elemento chiave della competitività internazionale dell'economia svizzera.


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Informazioni complementari

Infrastructure to 2030 (externer Link, neues Fenster) 
Telecom, Land Transport, Water and Electricity

Informazioni tecniche

Valore di sostituzione

Va da sé che le reti infrastrutturali esistenti, così come si sono sviluppate nel tempo, non potrebbero essere
sostituite esattamente nella stessa forma perché, nel frattempo, sono cambiate anche le esigenze in termini di funzionalità, le condizioni giuridiche e le tecnologie.

Creazione di valore aggiunto nel traffico stradale

Utilizzando questo metodo di rilevamento non si tiene conto dell’impiego non commerciale delle infrastrutture, per
esempio da parte del traffico stradale privato. Si stima che, includendo anche il traffico non commerciale, il valore aggiunto
creato direttamente e indirettamente dai trasporti terrestri sarebbe quasi doppio (cfr. USTRA, Die Nutzen des
Verkehrs, Teilprojekt 2: Beitrag des Verkehrs zur Wertschöpfung in der Schweiz, 2006; in tedesco).

Varietà di studi

Vi sono numerose altre indagini sul peso economico dei singoli settori infrastrutturali, che giungono in parte a risultati
fortemente discordanti. Poiché si tratta tuttavia di studi settoriali non comparabili, non vengono citati in questa sede.

Innovazioni di base

Le fasi di marcata e prolungata espansione economica indotte dalle cosiddette «innovazioni basilari» e dunque dagli
investimenti che confluiscono in nuove reti infrastrutturali prendono il nome da Nikolaj D. Kondratiev (1892-1938), economista russo specializzato nello studio delle congiunture. Se è ancora troppo presto per parlare di una nuova «onda di
Kondratiev» in relazione alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), determinati segnali fanno ricondurre l’impennata che il tasso di crescita medio annuo dell’economia ha conosciuto dagli anni Novanta alla rivoluzione avvenuta nell’elaborazione e trasmissione delle informazioni.


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