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La Svizzera vanta, anche rispetto agli altri Paesi, una rete infrastrutturale ben sviluppata e dagli elevati standard qualitativi, il che rappresenta per la sua piazza economica un grande vantaggio di fronte alla competizione globale (vedi Vantaggio comparativo internazionale). Questo vantaggio, tuttavia, non è scolpito nella roccia. A livello internazionale la Svizzera si trova infatti a competere con Paesi e regioni che, grazie agli enormi investimenti in infrastrutture all'avanguardia, diventano poli economici sempre più interessanti e conoscono una dinamica di sviluppo molto rapida. In futuro, le reti infrastrutturali in Svizzera dovranno fare i conti con esigenze più elevate da un lato e possibilità limitate dall'altro: la domanda di - e la dipendenza da - servizi infrastrutturali, infatti, aumenta con l'aumentare della differenziazione e dell'interrelazione dei processi economici e sociali; d'altro canto, però, la capacità delle reti non può essere ampliata a piacere per via dei vincoli imposti dal territorio, delle limitate risorse naturali e finanziarie, nonché delle difficoltà nel risolvere i conflitti tra priorità divergenti. Di conseguenza, le reti infrastrutturali sono utilizzate in modo sempre più intensivo e sono soggette a sollecitazioni crescenti. Di qui l'aumentare del rischio che si verifichino disfunzioni di ampia portata: quando ci si avvicina al limite delle capacità, infatti, può bastare un sovraccarico puntuale in un punto nevralgico per paralizzare l'intera rete. Se non verranno prese contromisure, si dovrà probabilmente fare i conti con un moltiplicarsi degli ingorghi, dei blackout e delle perdite di dati su larga scala e con le relative ripercussioni sulla popolazione, l'economia e la capacità concorrenziale del Paese.
Sono necessari grandi sforzi per garantire che la Svizzera possa vantare anche tra vent'anni infrastrutture in grado di raggiungere livelli di punta nel raffronto internazionale quanto a efficienza, affidabilità, redditività, sicurezza e compatibilità ambientale. Reti infrastrutturali già ampiamente diffuse e altamente sviluppate non possono essere ripensate da zero; per questo occorre preservarne il livello qualitativo, modernizzandole, utilizzandole in modo ottimale e completandole con attenzione per adattarle tempestivamente all'evolversi delle esigenze e delle circostanze. Di fronte alla limitatezza dei mezzi e delle risorse a disposizione, si dovrà fissare un ordine di priorità, il che può essere fatto soltanto nel quadro di una strategia globale sul lungo periodo.
Nel presente rapporto il Consiglio federale presenta per la prima volta una strategia di questo genere, applicabile a tutte le reti infrastrutturali nazionali. L'accento è posto in particolare sugli aspetti economici, sinora relativamente trascurati rispetto a quelli finanziari, ambientali e di pianificazione del territorio. Proprio per questa ragione, il rapporto è parte integrante del pacchetto di misure del Consiglio federale per una politica di crescita 2008-2011 (vedi Politica di crescita economica 2008-2011).
La strategia in materia di infrastrutture va intesa come complemento della strategia per uno sviluppo sostenibile del Consiglio federale3. L'obiettivo prioritario consiste nel garantire che l'evoluzione delle reti infrastrutturali nazionali avvenga nel rispetto delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile:
È possibile che, nel breve termine, queste tre dimensioni facciano emergere priorità divergenti, ma, sul lungo periodo, non possono sussistere l'una senza l'altra né essere utilizzate l'una contro l'altra.
La concezione, l'autorizzazione e la realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali richiedono spesso parecchi anni, il che significa che le ripercussioni delle decisioni d'investimento prese oggi si faranno sentire nei decenni futuri. Per questo è importante pianificare le reti infrastrutturali per tempo e con occhio lungimirante. La strategia adottata in materia di infrastrutture deve essere formulata in modo tale da consentire di prevedere in modo abbastanza certo le esigenze del domani ma, nello stesso tempo, dev'essere sufficientemente ancorata nel presente, per poter descrivere la via che può condurre all'obiettivo prefissato. Considerate le diverse dinamiche di sviluppo che intervengono nei vari settori infrastrutturali, non è facile stabilire l'orizzonte temporale di una simile strategia; al pari di numerosi studi nazionali e internazionali, il Consiglio federale ha scelto come data di riferimento il 2030 (vedi Infrastructure to 2030).
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