Il mandato legislativo e gli impegni assunti a livello internazionale devono essere rispettati
- La legge sul CO2 e il Protocollo di Kyoto fissano obiettivi vincolanti (riduzione del 10% per la legge sul CO2 e riduzione dell’8% per il Protocollo di Kyoto per tutti i gas a effetto serra).
- La legge sul CO2 obbliga il Consiglio federale a introdurre una tassa sul CO2 se gli obiettivi di riduzione non possono essere raggiunti tramite misure volontarie.
- Il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge sul CO2 permette di onorare anche gli impegni assunti nell’ambito del Protocollo di Kyoto.
Senza tassa sul CO2 gli obiettivi di riduzione non potranno essere raggiunti
- Oggi il livello delle emissioni di CO2 e di tutti i gas serra è pari a quello del 1990.
- Le previsioni relative alle emissioni di CO2 per il 2010 indicano che le misure volontarie non basteranno per raggiungere gli obiettivi di riduzione. Il divario è di circa 2,9 milioni di tonnellate di CO2. Gli obiettivi di politica climatica svizzera sono ben lungi dall’essere realizzati.
- Senza tassa sul CO2 la Svizzera fallirà i suoi obiettivi di riduzione.
- Gli incentivi stabiliti dalla tassa sul CO2 sono indispensabili, non solo per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2010 bensì anche per la politica climatica a lungo termine. Per risolvere i problemi climatici dobbiamo ridurre nel lungo periodo del 60 – 80 per cento le emissioni di CO2.
La Svizzera non può ignorare gli impegni di Kyoto
Se la Svizzera non centra gli obiettivi di Kyoto scattano le seguenti sanzioni:
- maggiorazione del 30 per cento sulle quote eccedenti e conseguente riduzione del budget di emissioni per il secondo periodo d'adempimento;
- revoca della possibilità di ricorrere ai meccanismi di flessibilità;
- danno al prestigio di cui gode la Svizzera a livello internazionale.
Per evitare tali sanzioni, alla fine del periodo d’adempimento la Svizzera, in quanto Stato, dovrebbe acquistare dagli altri Paesi certificati d’emissione. Ciò può costare caro sia allo Stato sia ai contribuenti.
Esempio:
- Divario annuo supposto rispetto agli obiettivi (dal 2008 al 2012): 1 milione di tonnellate di CO2
- Possibile prezzo di mercato: 20 franchi la tonnellata di CO211 Alla fine del 2005 superava i 30 franchi la tonnellata.
- Costi per i contribuenti: 100 milioni di franchi per il quinquennio 2008 - 2012 (5 anni x 1 mln di t di CO2 x 20 franchi)
Rinunciare alla tassa sul CO2 sarebbe contrario alle regole della buona fede
- Molte imprese si sono adeguate alla tassa sul CO2 adottando le relative misure. Rinunciare alla tassa sul CO2 significherebbe premiare coloro che non si sono assunti alcun impegno di riduzione.
- Sono circa mille le imprese, responsabili di oltre il 30 per cento delle emissioni dell’economia, che si sono impegnate formalmente a ridurre le proprie emissioni di CO2 sotto l’egida dell’Agenzia dell’energia dell’economia.
- Rinunciando alla tassa sul CO2 screditiamo il principio di volontarietà.
- Mettiamo in pericolo ciò che l’economia ha costruito in cinque anni d’importante ed efficace lavoro.
- Gli impegni assunti su base volontaria diminuiranno drasticamente, riducendo anche gli effetti delle misure volontarie (di 0,2 - 0,3 mln di t di CO2). Invece di avvicinarci, ci allontaniamo dal traguardo.
Senza tassa sul CO2 le imprese svizzere non potranno scambiare quote d’emissione
- Il commercio dei diritti d’emissione da parte delle imprese che si sono impegnate nei confronti della Confederazione a ridurre le proprie emissioni non può funzionare senza la tassa sul CO2.
- Analogamente al sistema introdotto dall’Ue, il commercio dei diritti d’emissione prevede un efficace meccanismo di sanzione, che, appoggiandosi alla legge sul CO2, esige il pagamento a posteriori della tassa sul CO2 se le imprese non realizzano i loro obiettivi di riduzione.
- Senza tassa sul CO2 e quindi senza scambio dei diritti d’emissione le imprese sono private di un importante incentivo, ossia della possibilità di vendere diritti d’emissione una volta realizzati gli obiettivi di riduzione.
La creazione in Svizzera di centrali a gas per la produzione d’energia elettrica, senza introdurre dapprima la tassa sul CO2 impedirà di raggiungere gli obiettivi di riduzione prefissati.
- Esistono progetti concreti per la creazione di centrali a gas in Svizzera (p. es. Chavalon, progetto EOS). La realizzazione del progetto Chavalon, per esempio, comporterà un incremento annuo delle emissioni svizzere di oltre 0,5 milioni di tonnellate di CO2.
- Soltanto l’introduzione della tassa sul CO2 permetterà di esigere dall’impresa il finanziamento di adeguate misure che compensino una parte importante di tali emissioni.
- Senza tassa sul CO2 è lecito temere un aumento sregolato della produzione d’elettricità generata da combustibili fossili. La Svizzera rinuncerebbe così ad un importante vantaggio di politica climatica, ossia alla possibilità di produrre energia elettrica praticamente priva d’emissioni di CO2.
Il costo energetico attualmente elevato non può sostituirsi all’effetto della tassa sul CO2
- Non possiamo riporre le nostre speranze nell’effetto dell’attuale prezzo elevato del petrolio. Numerosi esperti prevedono che il prezzo del petrolio tornerà nuovamente a 40 dollari al barile. Nell’ultimo rapporto “World Energy Outlook” per il 2010, l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) ne prevede addirittura il calo a 35 dollari il barile. Di fatto, il prezzo del petrolio sta già diminuendo.
- Non può essere fatto un confronto diretto fra le ripercussioni dell’elevato prezzo dell’energia e quelle della tassa sul CO2. Infatti, l’alto del costo del petrolio genera un effetto solo se rimane invariato nel tempo, ossia se perdura per oltre un anno. Solo allora i consumatori si adatteranno gradualmente agli elevati prezzi e cambieranno il loro atteggiamento
- L’andamento dei prezzi di mercato è purtroppo imprevedibile. Il prezzo del gasolio da riscaldamento potrebbe far registrare un forte calo già fra un paio di mesi. Solo la tassa sul CO2 ha un effetto certo, sostiene gli accordi volontari e permette di avere un sistema di commercializzazione dei diritti di emissione. Questi vantaggi non potrebbero essere garantiti dall’andamento incerto dei prezzi dell’energia.
La tassa sul CO2 è accettabile anche da un punto di vista economico
- La ridistribuzione dei proventi permetterà di contenere al minimo le ripercussioni della tassa sul CO2 sull’economia.
- Inoltre le imprese, la cui competitività potrebbe essere minacciata dall'introduzione della tassa sul CO2, possono ottenere l’esenzione dal pagamento della tassa.
- Con la tassa sul CO2 il denaro rimane in Svizzera, mentre con l’aumento della bolletta energetica cresce anche il flusso di denaro verso l’estero.
- Migliorando l’efficienza energetica rafforziamo la competitività della Svizzera. La tassa sul CO2 aumenta sia la competitività delle energie rinnovabili indigene (legno, biogas, ecc.) che il rendimento degli investimenti a bassa emissione di CO2. In tal modo, si riduce la dipendenza dal petrolio, anche nell’interesse dell’economia e del cittadino.
Prendere sul serio le preoccupazioni della popolazione
- Le devastanti inondazioni in Svizzera, la torrida estate del 2003, l'uragano “Katrina”: pochi sostengono che esista un nesso causale diretto fra questi eventi e i cambiamenti climatici. Ma la grande maggioranza dei climatologi ritiene che il riscaldamento climatico provocherà proprio eventi di questo tipo.
- Il riscaldamento climatico preoccupa la popolazione. Senza tassa sul CO2 la politica climatica basata sulla legge sul CO2 è destinata al fallimento e vi saranno conseguenze negative per l’ambiente, per l’economia e per il prestigio della Svizzera nel Mondo.