«Con un nuovo tubo al San Gottardo la capacità resta identica, la sicurezza aumenta»

Due corsie oggi e due anche domani

Corriere del Ticino, 19 febbraio 2016

L’ultimo sondaggio SSR dà i favorevoli in calo e i contrari in rimonta. È preoccupata?

Doris Leuthard: I sondaggi si svolgono quando i cittadini si stanno ancora informando, bisogna
essere prudenti nell’interpretarli. Ciò che conta è il risultato: un sì alla proposta di risanamento del tunnel permette di mantenere il collegamento stradale e di aumentare in modo importante la icurezza. Altrimenti il tunnel dovrà restare chiuso per diversi anni con un impatto negativo sull’economia e il denaro verrà utilizzato in stazioni di carico provvisorie che dopo il risanamento dovrebbero nuovamente essere smontate.

Infatti né i ticinesi né gli urani desiderano avere grosse stazioni di trasbordo per auto e camion davanti alla porta di casa. Inoltre anche abolendo il divieto del traffico notturno sarebbe comunque impossibile caricare tutti i camion sulla ferrovia. Per queste ragioni anche rappresentanti della sinistra, come per esempio Renzo Ambrosetti, privilegiano la soluzione con due tunnel.

Fra le ragioni del «no» ci sono anche i timori dell’apertura al traffico su 4 corsie. Che garanzie può dare che la capacità di transito non sarà aumentata?

Capisco le preoccupazioni delle regioni congestionate dal traffico. La Confederazione fa molto per aiutarle: abbiamo stanziato più di 70 milioni di franchi per progetti di agglomerazione a Bellinzona, Locarno, Lugano e nel Mendrisiotto, in aggiunta a quanto era già previsto. Ci impegniamo per la ferrovia Mendrisio-Varese e per il Tram Treno di Lugano, così come per ampliare la tratta Lugano Sud-Mendrisio. Tutto ciò non cambia nulla al fatto che il tunnel del San Gottardo deve essere risanato e che dovrà essere chiuso durante diversi anni. L’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi e l’inserimento del principio di una sola corsia per senso di marcia nella legge garantiscono che la  capacità non verrà aumentata. Oggi c’è solo una corsia per direzione – e sarà così anche domani.

Il tunnel potrebbe essere aperto totalmente nei due sensi di marcia tramite ordinanza?

No, è escluso. Lo impedisce come detto l’articolo sulla protezione delle Alpi, cui si aggiunge come ulteriore garanzia la modifica della legge sul transito alpino. E anche il sistema di dosaggio per i camion (“contagocce”), che limita il transito del traffico pesante, sarà inserito nella legge.

Tuttavia, una volta costruito il secondo tubo, la pressione per l’apertura delle 4 corsie potrebbe aumentare.

Mi stupisce come alcune persone relativizzino il nostro Stato di diritto. La Costituzione è il fondamento più alto dell’agire politico. Chi vuole aprire al traffico quattro corsie deve cambiare la Costituzione e per farlo convincere il popolo e i Cantoni. A mio avviso non avrebbe alcuna chance. La protezione delle Alpi e il principio del trasferimento delle merci su rotaia sono a giusta ragione importanti per la popolazione.

C’è chi sostiene che il risanamento potrebbe essere effettuato con lavori notturni. In  questo caso non si porrebbe il problema dell’isolamento del Ticino per tre anni.

Non è vero. Il tunnel non può assolutamente essere risanato di notte, come è stato fatto ad esempio per il Cityring di Lucerna. Per quale ragione? Perché il Gottardo è lungo 17 chilometri, il Cityring 2,3. Una differenza considerevole se si pensa che ogni notte si dovrebbero trasportare tutti i macchinari all’interno del tunnel per poi nuovamente portarli fuori durante il giorno. I lavori durerebbero decenni e sarebbero molto più costosi! Inoltre: al San Gottardo è necessario un risanamento totale. La soletta superiore e l’aerazione devono essere sostituite, saranno necessarie delle esplosioni. In confronto i lavori al Cityring erano solo una rinfrescata.

Sono state fatte tante altre proposte per il risanamento. Perché sono rimaste sul tappeto  solo il raddoppio e la variante delle stazioni di trasbordo?

I nostri esperti hanno esaminato accuratamente tutte le varianti. Alla fine sono rimaste quelle che hanno meno svantaggi e che permettono di meglio gestire il traffico. Ma anche nel migliore dei casi senza secondo tubo si dovrebbe fare i conti con deviazioni del traffico lungo altre tratte. L’autostrada viaggiante attraverso il Sempione l’anno scorso ha raggiunto un record: 100.000 mezzi pesanti. Al San Gottardo però sono 900.000! Lo stesso vale per le automobili. Al Lötschberg vengono trasportati ogni anno 1,3 milioni di veicoli. Al San Gottardo sono 5 milioni. Ciò spiega anche perché nessuno vuole le stazioni di trasbordo. Occuperebbero una grande quantità di terreno, porterebbero parecchio rumore e tempi di attesa.

Perché per il Consiglio federale, nonostante l’apertura di AlpTransit e il mantenimento della linea ferroviaria di montagna, il Ticino non può restare senza collegamento stradale  per tre anni?

Perché un collegamento stradale è molto importante per la popolazione e per l’economia. Spesso ci si dimentica che solo la metà del trasporto merci su strada attraverso le Alpi è traffico di transito. L’altra metà è traffico interno oppure import/export. La strada è imprescindibile per la distribuzione al dettaglio. Anche Migros, Coop e Manor appoggiano il secondo tubo, perché permette di garantire l’approvvigionamento. Trasportano già tutto il possibile su ferrovia, ma non tutte le località hanno un collegamento ferroviario. Serve sia la ferrovia sia la strada.

Il trasbordo dei camion a Biasca e a Rynächt è realmente fattibile? Oppure rischia di compromettere il sistema di alta velocità dei treni passeggeri?

AlpTransit è una linea ad alta velocità pensata soprattutto per il trasporto di container. Il rendimento diminuirebbe se dovesse essere usata anche per trasportare i camion durante la chiusura del tunnel: il trasbordo dei mezzi pesanti bloccherebbe infatti capacità pensate per il trasporto delle merci da confine a confine. Con il risultato che un treno merci all’ora dovrebbe essere deviato lungo il vecchio tracciato di montagna e che la velocità dei treni merci internazionali attraverso AlpTransit sarebbe ridotta.

Se domenica 28 febbraio il popolo dovesse respingere il risanamento, il Governo si prenderà una pausa di riflessione o inizierà subito le operazioni per creare le stazioni di trasbordo in Ticino e nel Canton Uri?

Sia nel caso di un «sì» sia di un «no» dovremo subito chinarci sui prossimi lavori necessari. Altrimenti la sicurezza del tunnel non è più garantita già a partire dal 2025. Il risanamento è necessario. Abbiamo bisogno di una soluzione per il periodo di chiusura. I fatti sono tutti sul tavolo, il tempo stringe.

La «NZZ» sostiene che gli importi previsti per la sicurezza al San Gottardo potrebbero essere investiti in altri posti con benefici superiori.

Trovo questa osservazione cinica, poiché un secondo tunnel impedirebbe molti incidenti tragici dovuti al traffico incrociato. Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni un secondo tunnel impedirebbe in 40 anni 220 vittime di incidenti, tra cui 40 feriti gravi e 20 morti. I tunnel con traffico separato costano di più ma sono un investimento valido. Lo stesso principio vale per la ferrovia: al Ceneri abbiamo investito a questo scopo 800 milioni di franchi in più. E visto che il tunnel del S. Gottardo deve essere risanato, è chiaro che non possiamo ignorare la questione della sicurezza.

https://www.uvek.admin.ch/content/uvek/de/home/uvek/bundesraetin-simonetta-sommaruga/fruehere-departementsvorstehende/interviews-doris-leuthard/DUE-CORSIE-OGGI-E-DUE-ANCHE-DOMANI.html