Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA): «Più collegamenti stradali se si voterà sì all'aumento»

Giornale del Popolo, 23 ottobre 2013

In Ticino, la discussione attorno all'aumento del prezzo del contrassegno autostradale è molto accesa. In particolare hanno fatto scalpore alcune dichiarazioni secondo le quali senza questo aumento vi sarebbero progetti stradali - come il collegamento veloce Bellinzona-Locarno - a rischio. Come può "tranquillizzare" i ticinesi?

Il futuro della strada cantonale Bellinzona-Locarno dipende dall'esito della votazione sul progetto relativo al contrassegno stradale: questo tratto potrà essere integrato nella rete delle strade nazionali solo se il Popolo svizzero voterà sì alla vignetta. Il Parlamento ha associato l'integrazione di circa 400 chilometri di strade cantonali nella rete delle strade nazionali e la realizzazione delle relative circonvallazioni all'aumento del prezzo della vignetta. Senza il finanziamento, l'ampliamento non si potrà effettuare. Il tratto Bellinzona-Locarno rimarrebbe in questo caso di competenza cantonale e la sua integrazione nella rete delle strade nazionali sarebbe bloccata.  

Il legare il finanziamento di un tratto stradale come la sopracitata Bellinzona-Locarno ad un "sì" all'aumento del prezzo del contrassegno autostradale non è una sorta di minaccia, quando invece tali progetti hanno una loro assoluta giustificazione?

No, l'accusa è infondata. Il Consiglio federale e il Parlamento vogliono che nel nostro Paese ci siano buoni collegamenti autostradali.  Hanno pertanto deciso di integrare circa 400 chilometri di strade cantonali, tra cui anche il tratto Bellinzona-Locarno, nella rete delle strade nazionali. In questo modo sarà migliorato il collegamento di città medio-grandi, regioni di montagna e regioni periferiche alla rete delle strade nazionali e la Confederazione subentrerà nei progetti di circonvallazione previsti su questi tratti.  Questo ampliamento è opportuno perché la Svizzera non è più quella che era nel 1960, anno in cui fu stabilita la rete delle strade nazionali. Da allora il traffico è aumentato di sei volte. Molte strade, un tempo poco trafficate, hanno ora un'importanza nazionale. Vogliamo adeguare la rete della strade nazionali a questa nuova situazione. Tuttavia, non si può avere una buona rete stradale gratuitamente. Come in tutte le famiglie, non si può pretendere di avere qualcosa senza essere disposti a pagare. Per questo motivo, il Parlamento ha aumentato il prezzo del contrassegno stradale. Quest'ultimo resta però moderato: in Italia o in Francia, infatti, i turisti pagano spesso pedaggi ben più elevati di quanto si spende in Svizzera per utilizzare l'autostrada un anno intero. I proventi supplementari andranno interamente alla cassa delle strade: l'aumento di prezzo è  compensato da un beneficio ben più elevato.

Come risponde alle critiche e alle richieste del TCS che preferirebbe, invece dell'aumento del contrassegno autostradale, una maggiore disponibilità di fondi per le infrastrutture stradali (oggi penalizzate dal fatto che molti soldi "versati" dagli automobilisti sostengono la ferrovia) nonché la creazione di un fondo per le costruzioni stradali ancorato nella costituzione, così come proposto per le FFS?

La Costituzione prevede che il 50 per cento dell'imposta sugli oli minerali sia destinata alla cassa federale. La totalità dei proventi supplementari del contrassegno autostradale, invece, alimenterà la cassa delle strade e sarà destinata all'ampliamento e al miglioramento della rete delle strade nazionali. A volte mi meraviglio delle dichiarazioni del TCS. Già a luglio il Consiglio federale aveva deciso di creare per le strade un fondo analogo al fondo per l'infrastruttura ferroviaria: il fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) è sancito anche dalla Costituzione. Tutte le carte sono in tavola. Una buona rete di trasporto è importante per la Svizzera. Per mantenerla efficiente occorrono investimenti  sia nella strada che nella ferrovia. Per questo, la Confederazione investe in entrambi i settori. La maggior parte dei cittadini, infatti, utilizza quotidianamente sia le strade che la ferrovia. La concorrenza tra i due vettori di trasporto è dunque superata. Molto di quello che facciamo per migliorare la ferrovia è a vantaggio anche degli automobilisti: se la ferrovia non fosse efficiente, le strade sarebbero ancora più trafficate. Un altro dato di fatto è che in Svizzera vi sono 71 000 chilometri di strade cantonali e comunali, la maggior parte delle quali vengono finanziate con le imposte generali, versate quindi anche da coloro che non possiedono un'automobile o la usano raramente. 

Il Ticino è un Cantone di frontiera, confrontato ogni giorno con l'ingresso di migliaia di frontalieri che si recano nelle nostre città per lavorare. Un aumento del prezzo del contrassegno autostradale rischia di riversare parte di questo traffico sulle strade cantonali. Vi siete posti il problema?

Consideriamo infondati tali timori. In primo luogo, l'aumento del prezzo della vignetta annuale è moderato e corrisponde a soli cinque franchi al mese. In secondo luogo, le strade cantonali non dispongono delle necessarie capacità per poter attirare i frontalieri e costituire una vera e propria alternativa all'autostrada. I pendolari, che quotidianamente si recano sul posto di lavoro,  sono interessati a un collegamento buono, diretto ed efficiente. Le strade nazionali si prestano molto di più alle esigenze di rapidità e puntualità dei pendolari rispetto alle strade cantonali congestionate, nelle quali già oggi nelle ore di punta si formano delle colonne. Il sistema della vignetta è semplice e non richiede particolari iter burocratici. Grazie alla vignetta, anche i numerosi automobilisti provenienti dall'estero partecipano al finanziamento della nostra infrastruttura autostradale: l'anno scorso hanno versato più di un terzo dei proventi totali della vignetta.  Se per coprire i costi del finanziamento delle strade si aumentasse il prezzo della benzina, i conducenti esteri  farebbero il pieno prima del confine svizzero e non verserebbero più un centesimo per la nostra infrastruttura.

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