Finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (FAIF): «Investire nella ferrovia significa investire nel futuro»

Giornale del Popola, 30 gennaio 2014

Signora consigliera federale, il prossimo 9 febbraio siamo chiamati ad approvare un decreto federale concernente il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF). Perché servono più soldi?

La rete ferroviaria esistente è fortemente sollecitata: una parte considerevole delle risorse FAIF sarà pertanto assorbita dall'esercizio e dalla manutenzione dell'infrastruttura, tra cui rientrano attività quali smerigliare le rotaie o rincalzare la massicciata ma anche il rinnovo dell'intera strada ferrata. Altrettanto importante a questo proposito è controllare e risanare regolarmente i ponti e le gallerie, rinnovare gli apparati centrali e le linee di contatto, ripulire le scarpate ed effettuare il servizio invernale per scongelare gli scambi e sgomberare la neve.
Dal 1998 il traffico viaggiatori è cresciuto di circa il 60%. Per rispondere alla domanda, negli ultimi anni le imprese ferroviarie hanno aumentato la frequenza dei collegamenti e il numero delle carrozze a due piani. Ma ormai hanno raggiunto il limite delle loro capacità: spesso durante gli orari di punta non sono più in grado di offrire treni supplementari. Per far fronte all'aumento del traffico sono altresì necessari ampliamenti dell'infrastruttura e un incremento della cadenza semioraria nonché, negli agglomerati, collegamenti ogni quarto d'ora. Meno spettacolari ma ugualmente indispensabili poiché consentono la circolazione di più treni, sono i raddoppi di binari, i binari di precedenza, i posti di incrocio o impianti di segnaletica più moderni. A causa del maggior afflusso di viaggiatori, in molte stazioni sarà inoltre necessario allargare i marciapiedi e i sottopassaggi.
Il progetto FAIF prevede un Fondo che assicurerà a lungo termine la manutenzione e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria.

Quali progetti infrastrutturali riguardanti il Ticino, dopo Alptransit, sarebbero assicurati con questo fondo?

La prima fase di ampliamento prevede investimenti su numerose tratte, fra cui Losanna-Ginevra, Berna-Lucerna o Zurigo-Coira. In Ticino sono previsti aumenti concreti della capacità per la tratta Bellinzona-Tenero e l'area di Lugano.
E non vanno dimenticati i progetti già decisi: il Ticino beneficerà non solo di Alptransit, ma anche degli ampliamenti del progetto SIF (Sviluppo futuro dell'infrastruttura ferroviaria), ad esempio sulla linea di Luino. Senza contare le misure minori comprese in altri programmi, quali il Fondo infrastrutturale o le convenzioni sulle prestazioni. FAIF è inoltre il presupposto finanziario per realizzare il corridoio di quattro metri per il traffico merci transalpino e per i treni a due piani sull'asse nord-sud.
A questo proposito va sottolineato che i fondi previsti da FAIF serviranno per lo più alla manutenzione e all'esercizio dell'infrastruttura, e solo in parte agli ampliamenti.

Pochi mesi fa il Consiglio federale aveva chiesto un aumento del prezzo del contrassegno autostradale, per coprire i costi delle strade nazionali. Oggi propone un fondo per finanziare la ristrutturazione e l'ampliamento della rete ferroviaria chiedendo che questo venga in parte ancora sovvenzionato dai fondi di per sé attribuiti alla strada (come la tassa sugli oli minerali). Non è un controsenso?

No. FAIF non implicherà nessun aumento della partecipazione della strada al finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria. Le entrate attuali del Fondo FTP (Fondo per il finanziamento dei progetti di infrastruttura dei trasporti pubblici, ndr) - in particolare i 2/3 della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) - confluiranno nel FInFer (Fondo per l'infrastruttura ferroviaria, ndr). Le entrate provenienti dall'imposta sugli oli minerali (destinate a coprire il 25% del costo di Alptransit) sono limitate nel tempo e vincolate al rimborso degli anticipi del Fondo FTP. Una volta rimborsati gli anticipi, presumibilmente nel 2030, le risorse provenienti dagli oli minerali sono riservati per la strada.
L'impiego della quota della TTPCP e dell'imposta sugli oli minerali a favore della ferrovia è stato approvato in votazione popolare: senza la ferrovia il traffico quotidiano dei pendolari e dei camion intaserebbe le nostre autostrade. Chi non può fare a meno dell'auto ha tutto l'interesse a che il sistema ferroviario sia in grado di assorbire una parte del traffico.
La strada e la ferrovia non devono essere contrapposte, poiché sono complementari.
Analogamente al FInFer, in giugno 2013 il Consiglio federale ha deciso di creare il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA). Il FOSTRA costituisce un'estensione del fondo infrastrutturale esistente ed è destinato a finanziare il completamento della rete delle strade nazionali, l'eliminazione dei problemi di capacità e la realizzazione di progetti negli agglomerati. La Confederazione investe perciò in entrambi i settori affidandosi in ambedue i casi a un fondo a tempo indeterminato da iscrivere nella Costituzione.

Il progetto che voteremo prevede una limitazione a 3mila franchi massimi delle deduzioni possibili per i pendolari (per garantire maggiori entrate). Questo non rischia di penalizzare le regioni periferiche, già oggi molto in difficoltà?

No. Il FInFer dispone di una base di finanziamento ampia e ripartita in modo equo. Tutti partecipano al finanziamento: la Confederazione aumenta i versamenti dalla cassa federale generale, i Cantoni versano un contributo annuo nel fondo, le imprese ferroviarie pagano tasse maggiorate per l'utilizzo della rete e i viaggiatori danno il loro contributo.
La limitazione della deduzione dei costi di viaggio per l'imposta federale diretta riguarda solo i pendolari sulle lunghe distanze che dichiarano spese di trasporto per recarsi al lavoro d'importo superiore ai 3000 franchi all'anno. L'80% dei contribuenti non sarà interessato dalla limitazione in quanto le loro spese di trasporto sono inferiori a 3000 franchi o perché non sono assoggettati al pagamento dell'imposta federale diretta. Questa limitazione non concerne comunque la deduzione dalle tasse cantonali, la cui definizione rimane di competenza dei Cantoni.
Inoltre, le statistiche indicano che in diversi Cantoni rurali le distanze coperte dai pendolari sono più brevi rispetto a quelle rilevate nei Cantoni dell'Altopiano: ad esempio in Ticino, nei Grigioni e nel Cantone di Uri sono inferiori alla media registrata in Svizzera. In questi Cantoni la deduzione di 3000 franchi copre interamente i costi di viaggio di molti pendolari.

Il progetto FAIF prevede un aumento dello 0,1% dell'IVA. Questo tocca tutte le persone, anche quelle che non utilizzano il treno. Lo ritiene giusto?

Non si tratta di un aumento fiscale; è l'uno per mille dell'IVA attualmente destinato all'AI che continuerà a essere prelevato dal 2018 al 2030 a beneficio della ferrovia.
Il nuovo Fondo per l'infrastruttura ferroviaria garantisce che il sistema ferroviario svizzero possa affrontare le sfide del futuro: l'efficienza della rete ferroviaria ne risulterà accresciuta. Mantenere gli impianti in buono stato è essenziale anche per garantire la sicurezza ed evitare incidenti.
Un buon livello di sicurezza è importante per tutti, non solo per chi viaggia in treno: l'infrastruttura ferroviaria offre un contributo importante alla creazione di valore aggiunto e alla concorrenzialità del nostro Paese. Investire nella rete di trasporto significa investire nel futuro del nostro Paese.

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