Conferenza sul clima: il Consiglio federale approva il mandato della delegazione svizzera

Berna, 25.10.2017 - L’attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima sarà al centro della 23a Conferenza sul clima (COP23) che si terrà dal 6 al 17 novembre 2017 a Bonn. Si tratterà principalmente di progredire nell’elaborazione di regole d’applicazione dell’Accordo (Paris Rules book) in vista di un’adozione nel 2018. Conformemente al mandato approvato il 25 ottobre 2017 dal Consiglio federale, la delegazione svizzera si impegnerà affinché queste regole siano solide ed efficaci e permettano di limitare il riscaldamento del pianeta a meno di due gradi.

L’Accordo di Parigi sul clima definisce la politica climatica internazionale dopo il 2020. Si prefigge di contenere il riscaldamento climatico a meno di due o a 1,5 gradi. Inoltre, ha come obiettivo di orientare i flussi finanziari pubblici e privati verso uno sviluppo a deboli emissioni di gas serra e di rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’elaborazione di disposizioni uniformi e di direttive, iniziata nel 2016 durante la COP22 tenutasi a Marrakech, proseguirà quindi a Bonn. La delegazione svizzera si impegnerà in particolare affinché siano:

  • stabilite disposizioni che obbligano gli Stati ad annunciare il proprio obiettivo nazionale in modo trasparente e quantificabile;
  • create regole vincolanti che garantiscano l’integrità ambientale degli strumenti di mercato (p. es. costituzione e scambio di certificati di riduzione delle emissioni);
  • elaborate prescrizioni chiare e facili da applicare per contabilizzare i fondi privati e pubblici mobilizzati per sostenere le misure climatiche dei Paesi in via di sviluppo;
  • creati incentivi che favoriscano il trasferimento di investimenti da un’economia basata sulle energie fossili a una orientata sulle energie rinnovabili e su un’elevata efficienza energetica, ossia povera di emissioni di gas serra.

Rafforzamento del regime climatico prima del 2020

La COP23 si impegnerà anche per rafforzare il regime climatico prima del 2020 nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. La Svizzera sosterrà in particolare un rafforzamento dei meccanismi di mercato e lo sviluppo di approcci settoriali, segnatamente per l’agricoltura, l’aviazione e i trasporti marittimi.

La Svizzera membro dell’Accordo di Parigi

Durante la COP23 si terrà la seconda sessione della prima Conferenza delle Parti dell’Accordo di Parigi (Conference of the Parties to the Paris Agreement, CMA). La Svizzera, che ha ratificato l’Accordo il 6 ottobre 2017, vi parteciperà come membro. Durante questa sessione, i membri dell’Accordo esamineranno lo stato dei lavori relativi all’attuazione.

Al segmento ministeriale che si terrà il 16 e 17 novembre, la Svizzera sarà rappresentata dal direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) Marc Chardonnens, nominato per l’occasione Segretario di Stato. La delegazione svizzera sarà composta da una quindicina di persone, di cui tre rappresentanti della società civile, due dell’economia e una delle organizzazioni di protezione dell’ambiente. Sarà diretta dall’ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali dell’UFAM.


Indirizzo cui rivolgere domande

Franz Perrez, capo della delegazione svizzera, capo della divisione Affari internazionali, UFAM, +41 79 251 90 15
Sezione Media, UFAM, +41 58 462 90 00



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