Svizzera e Ghana firmano un accordo a favore della protezione del clima

Berna, 23.11.2020 - La Svizzera e il Ghana hanno sottoscritto oggi, nel quadro di una videoconferenza nella capitale ghanese Accra, un accordo che crea le condizioni per la Svizzera di compensare le emissioni di CO2 con la realizzazione di progetti di protezione del clima in questo Paese africano. Si tratta del secondo accordo di questo tipo a livello mondiale nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima. La Svizzera aveva sottoscritto un accordo analogo lo scorso 20 ottobre con il Perù. Secondo la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, la Svizzera assume in tal modo la sua responsabilità nel quadro della politica internazionale sul clima e contribuisce alla tutela dei diritti umani.

Nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata a ridurre della metà entro il 2030 le sue emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Il nostro Paese raggiungerà questo obiettivo soprattutto con misure adottate sul territorio nazionale. L’Accordo di Parigi consente agli Stati di compensare le proprie emissioni anche con la realizzazione di progetti climatici all’estero. Le riduzioni delle emissioni ottenute all’estero possono essere infatti computate all’obiettivo nazionale.

Dopo la firma, il 20 ottobre 2020, del primo accordo di questo tipo con il Perù, oggi è stato siglato un accordo analogo con il Ghana. La ministra degli esteri ghanese Shirley Ayorkor Botchwey e l’ambasciatore svizzero in Ghana, Philipp Stalder, hanno firmato l’accordo nel quadro di una videoconferenza. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha seguito la cerimonia della firma in videoconferenza da Berna. Presente ad Accra, anche il ministro dell’Ambiente del Ghana, Kwabena Frimpong-Boateng.

L’accordo entrerà in vigore all’inizio del prossimo anno e consentirà la realizzazione di progetti di protezione climatica quali ad esempio l’installazione di centinaia di migliaia di impianti fotovoltaici decentralizzati nel quadro del programma «Ghana National Clean Energy Program». Tale programma permetterà di potenziare il ricorso alle energie rinnovabili e a tecnologie più efficienti, riducendo così le emissioni di CO2 nel Ghana. Questo soprattutto nell’ambito delle cucine, dove si utilizzerà meno legna o carbone di legna grazie a una maggiore efficienza, e dell’illuminazione, in quanto le lampade alimentate con cherosene e le candele di paraffina saranno sostituite da tecnologiche solari o a LED. Il programma intende inoltre promuovere gli impianti fotovoltaici nelle piccole imprese, in sostituzione dei generatori diesel.

Regole chiare per la protezione dell’ambiente e la tutela dei diritti umani

L’accordo obbliga entrambe le parti contraenti ad applicare un metodo che impedisca il doppio conteggio delle riduzioni delle emissioni ottenute. Inoltre, definisce condizioni quadro chiare per il trasferimento internazionale delle riduzioni di CO2 e il loro riconoscimento da parte della Svizzera e del Ghana. L’accordo stabilisce criteri volti a garantire che i progetti climatici siano ecocompatibili, sostenibili e rispettosi dei diritti umani. Secondo l’accordo, non deve sussistere alcun sospetto di violazione dei diritti umani o della legislazione nazionale, nel qual caso il trasferimento delle riduzioni delle emissioni dal progetto in questione verrebbe immediatamente sospeso. Questi criteri sono continuamente monitorati per tutto il periodo di attuazione dei progetti climatici.


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Franz Perrez, ambasciatore, capo della divisione Affari internazionali, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. +41 58 462 93 23



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