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Pubblicato il 21 gennaio 2026

«200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»

L’8 marzo 2026 il Popolo svizzero si esprimerà sull’Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)». L’iniziativa prevede di ridurre il canone per le economie domestiche a 200 franchi all’anno, di esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo e chiede che la SSR si limiti a fornire «un servizio indispensabile alla collettività». Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa, la quale a loro avviso si spinge troppo lontano. Anche il controprogetto deciso dal Consiglio federale sgrava le economie domestiche e le imprese; contrariamente all’iniziativa è però moderato e contrariamente all’iniziativa è però moderato e consente alla SSR di continuare a garantire il servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche.

Le economie domestiche pagano oggi un canone radiotelevisivo di 335 franchi all’anno. Anche le imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto pagano un canone, se la loro cifra d’affari è pari o superiore a 500 000 franchi; l’importo è stabilito in base alla cifra d’affari. Con il canone è finanziato principalmente il mandato di servizio pubblico della Società svizzera di radiotelevisione (SSR).

Canone radiotelevisivo (sito web dell’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM)

Controprogetto del Consiglio federale: riduzione a 300 franchi

Anche il Consiglio federale ha constatato la necessità di agire presso la SSR e ha elaborato un controprogetto moderato che prevede una riduzione progressiva a 300 franchi del canone per le economie domestiche entro il 2029

Dall’introduzione dell’attuale sistema di riscossione nel 2019, il Consiglio federale ha applicato una prima riduzione del canone per le economie domestiche e ha già deciso due ulteriori riduzioni.

È previsto uno sgravio anche per le imprese: dal 2027 continuerà a pagare il canone solo circa il 20 per cento delle imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto. La SSR deve dunque risparmiare e proporre un’offerta ridotta, ma comunque di buona qualità. In tal modo i media privati avranno più margine d’azione.

Contenuto dell’iniziativa

L’iniziativa intende ridurre i mezzi a disposizione della SSR in misura maggiore rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. La SSR dovrebbe limitarsi a fornire «un servizio indispensabile alla collettività». L’iniziativa prevede di ridurre il canone per le economie domestiche a 200 franchi all’anno ed esentare tutte le aziende dall’obbligo di pagare il canone. Secondo il comitato dell’iniziativa, la popolazione e molte imprese in Svizzera pagano il canone più caro del mondo. Esso ritiene che tale importo non sia giustificato. L’iniziativa sgrava le economie domestiche così come le piccole e medie imprese lasciando a tutti più denaro per vivere. A suo avviso la SSR dovrebbe inoltre tornare a concentrarsi sul fulcro del suo mandato. L’iniziativa riguarda esclusivamente la SSR; le radio locali e le televisioni regionali che ricevono fondi provenienti dalla riscossione del canone radiotelevisivo non ne sono toccate.

Testo in votazione dell’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»

Possibili conseguenze in caso di accettazione dell’iniziativa.

Riduzione dei programmi

In caso di accettazione dell’iniziativa la SSR dovrebbe ridurre notevolmente i propri programmi e cancellare trasmissioni. In particolare diminuirebbe l’attività giornalistica dalle regioni e talune sedi esistenti sarebbero chiuse. Inoltre, difficilmente la SSR potrebbe continuare a offrire trasmissioni di intrattenimento e programmi sportivi. Dal 2029 la SSR riceverebbe ancora circa 630 milioni di franchi provenienti dal canone, ossia circa la metà dell’importo odierno.

Indebolimento della cultura svizzera

L’iniziativa avrebbe ripercussioni anche sulla cultura svizzera, oggi promossa dalla SSR. Ad esempio, il settore cinematografico e musicale riceverebbe un minore sostegno; le associazioni musicali e culturali avrebbero minori possibilità di comparire nelle trasmissioni della SSR.

Deflusso di fondi pubblicitari verso l’estero

La SSR potrebbe perdere spettatori se la sua offerta divenisse meno attrattiva a causa della diminuzione dei mezzi a disposizione. Una contrazione della fruizione dei programmi della SSR comporterebbe anche una diminuzione delle entrate pubblicitarie. Questi fondi potrebbero defluire all’estero verso le grandi aziende tecnologiche come Alphabet (Google e YouTube) e Meta (Facebook, Instagram e Whatsapp).

Conseguenze per la democrazia

Per funzionare la democrazia diretta necessita di cittadini ben informati. La SSR ha un mandato d’informazione e fornisce un importante contributo alla formazione democratica dell’opinione pubblica e della volontà. In caso di accettazione dell’iniziativa, la SSR non potrebbe più fornire questa prestazione come finora.

Conseguenze economiche

Se il canone fosse ridotto come richiesto dall’iniziativa, uno studio di BAK Economics stima che dovrebbero essere soppressi 3000 posti di lavoro presso la SSR e ulteriori 3000 andrebbero persi in altre aziende come conseguenza indiretta della riduzione del canone (autori, attori, ditte di produzione dell’industria audiovisiva, edilizia, ristorazione ecc.).

Meno presenza regionale

In caso di accettazione dell’iniziativa la SSR non sarebbe più in grado di finanziare l’odierno sistema federale che prevede sette sedi di produzione principali e 17 uffici regionali. Lo studio relativo alle conseguenze economiche ritiene che la SSR sarebbe obbligata a centralizzare in un’unica sede la produzione, a scapito delle regioni linguistiche minoritarie.

La SSR ha sedi di produzione principali a Ginevra, Losanna, Berna, Basilea, Zurigo, Coira e Comano. Dispone inoltre di numerose uffici regionali.

Argomenti del Consiglio federale e del Parlamento

Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono che un’accettazione dell’iniziativa SSR infliggerebbe grossi tagli all’offerta radiotelevisiva e la respingono, in particolare per i motivi esposti qui di seguito:

Opuscolo delle spiegazioni di voto con gli argomenti del Consiglio federale e del comitato d’iniziativa (PDF)

Video

Video esplicativo

Iniziativa SSR

Conferenza stampa (21.01.2026)

Il consigliere federale Albert Rösti spiega in una conferenza stampa perché il Consiglio federale respinge l’iniziativa SSR.

Opuscolo delle spiegazioni di voto / Testo in votazione / Messaggio

Spiegazioni di voto (PDF)

Testo in votazione dell’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»

Messaggio del Consiglio federale concernente l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» del 19 giugno 2024

Schede informative

Interviste

Iniziativa SSR: Interviste (Vari contributi dei media, gennaio 2026)

Medienpolitik, SRG, KI: «Investition in Medien lohnt sich» (20 Minuten, 23.12.2025)

Medienpolitik: «Die SRG wird sich stark verändern müssen» (Tages-Anzeiger, 17.11.2025)

Albert Rösti invité de la Matinale de la radio RTS (La Matinale, 23.10.2025)

SRG, Medienpolitik, sichere Stromversorgung: Bundesrat Albert Rösti im Gespräch mit «persönlich» (SRF, 07.07.2024)

SRG: Initiative und Senkung der Abgabe (TeleZüri/RTS/RSI, 19.06.2024)

Interview mit Bundesrat Albert Rösti über die SRG, Medienvielfalt, KI, den Wolf und die Stromversorgung (NZZ am Sonntag, 12.11.2023)

Senkung der SRG-Abgabe – Medienkonferenz und Medienbeiträge (08.11.2023)

Politica dei media (Dossier DATEC)

Canone radiotelevisivo (sito Internet dell’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM)

SSR (sito Internet dell’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM)

Trattazione dell’iniziativa in Parlamento

Comunicati stampa

19.06.2024
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa SSR: propone invece di ridurre il canone a 300 franchi

08.11.2023
Il Consiglio federale respinge l’«iniziativa SSR» ma il canone radio-tv deve diminuire