Votazione sull’iniziativa popolare «Per un equo finanziamento dei trasporti»

Snodo autostradale a Crissier (VD)
Per mantenere il traffico scorrevole sulle strade nazionali, il Consiglio federale fa affidamento sul nuovo fondo stradale (FOSTRA) più che su quanto proposto dall’iniziativa. © Keystone

Nella votazione del 5 giugno 2016 il Popolo e i Cantoni hanno respinto l’iniziativa «Per un equo finanziamento dei trasporti». Questa chiedeva che tutto il gettito dell’imposta sugli oli minerali riscossa sui carburanti venisse utilizzato per spese connesse alla circolazione stradale. Anche il Consiglio federale e il Parlamento hanno respinto l’iniziativa, in quanto i mezzi finanziari mancanti alla Confederazione avrebbero dovuto essere compensati con un drastico programma di risparmio. Il Consiglio federale ha proposto un piano migliore e più equo presentando il fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA).

Resultati della votazione


Il seguente dossier, contenente documenti pubblicati in vista della votazione, non viene più aggiornato (Stato: 5 giugno 2016).

L'iniziativa «Per un equo finanziamento dei trasporti» (iniziativa "della vacca da mungere") chiedeva che tutti i proventi derivanti dall'imposta sugli oli minerali fossero destinati al traffico stradale. Successivamente al rigetto dell’iniziativa, con il 70,8 per cento dei pareri contrari, la situazione rimane immutata: soltanto la metà di questi proventi è impiegata per tale scopo, mentre l'altra confluisce nelle casse federali. Grazie a questa ripartizione è possibile cofinanziare importanti compiti della Confederazione, ad esempio nel settore della formazione, dell'agricoltura o dell'esercito. Questo impiego dell'imposta sugli oli minerali è sancito dalla Costituzione.

Il Consiglio federale e il Parlamento hanno respinto l’iniziativa, in quanto essa non avrebbe risolto i problemi di finanziamento, bensì li avrebbe trasferiti ad altri settori. Il deficit, che inevitabilmente si sarebbe creato, avrebbe dovuto essere compensato con un programma di risparmio. I tagli avrebbero probabilmente riguardato, oltre a molti altri compiti della Confederazione, anche l’agricoltura, la formazione, l’esercito e i trasporti pubblici.

Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato: la soluzione migliore

Presentando il fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA), il Consiglio federale ha proposto una strategia migliore e più equa. Il fondo, infatti, assicura la manutenzione, l’esercizio e il potenziamento delle strade nazionali, senza prevedere un semplice trasferimento del problema finanziario ad altri settori di competenza della Confederazione. Il FOSTRA, inoltre, serve a completare la rete delle strade nazionali, a eliminare i problemi di capacità e a realizzare i programmi d’agglomerato.

Minore carico fiscale per i veicoli più efficienti

Inoltre non è vero che gli utenti della strada devono pagare sempre di più. Da decenni l’imposta sugli oli minerali è rimasta invariata, senza nessun adeguamento al rincaro: il supplemento fiscale sugli oli minerali è stato infatti aumentato l’ultima volta nel 1974 e l’imposta sugli oli minerali è la stessa dal 1993. Oltre a ciò il carico fiscale medio reale per gli automobilisti è diminuito perché le automobili moderne consumano meno carburante delle vecchie.  

Evoluzione del consumo di carburante delle nuove automobili

Le entrate diminuiscono perché le automobili moderne consumano meno carburante.
Consumo medio normalizzato di carburante di veicoli di nuova immatricolazione (in litri equivalenti di benzina ogni 100 km)

Malgrado l'aumento demografico e della mobilità, i proventi dell'imposta sugli oli minerali sono in calo. Dal 2010 le entrate dell'imposta sui carburanti sono diminuite di 159 milioni di franchi., che corrisponde a un calo del 3,1 per cento. Nel contempo, si è registrato un incremento di oltre il 7 per cento del prodotto interno loro reale e del parco veicoli in Svizzera. La popolazione e il numero di chilometri percorsi da tutti i veicoli a motore sono aumentati rispettivamente del 3,4 per cento e del 5,2 per cento (stato 2013). Il calo degli introiti dell'imposta sugli oli minerali, malgrado l'aumento della popolazione e dei chilometri percorsi, è da ricondurre al fatto che i veicoli sono sempre più efficienti sul piano energetico e che sempre meno stranieri si recano in Svizzera per far benzina. Le entrate dell’imposta sugli oli minerali sono perciò in calo, malgrado l’aumento demografico e della mobilità.  

Evoluzione delle entrate dell’imposta sugli oli minerali

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