Di che cosa si tratta? – Gli argomenti del Consiglio federale

(Dossier sulla votazione archiviato: stato 05.06.2016)

EIne Collage von 3 Bildern zeigen: SBB-Zug, Briefbote mit Elektro-Scooter in den Bergen, Kabel des Swisscom-Glasfasernetzes.
Servizio pubblico: un’offerta affidabile nei settori traffico, energia e comunicazioni contribuisce a un’elevata qualità di vita e a un’economia prospera. © SBB/CFF/FFS / La Posta / Swisscom

Il 5 giugno 2016 il Popolo svizzero ha accolto l’iniziativa popolare «A favore del servizio pubblico». L’iniziativa chiede il divieto per Posta, Swisscom e FFS di mirare al conseguimento di profitti nel settore delle prestazioni di base e la rinuncia al sovvenzionamento trasversale di altri settori. Inoltre gli impiegati delle imprese parastatali non potranno essere retribuiti più di quelli dell’Amministrazione federale. Consiglio federale e Parlamento avevano raccomandato di respingere l’iniziativa.  

La pagina seguente contiene le informazioni elaborate in vista della votazione.

Cosa chiede l’iniziativa

L’iniziativa popolare «A favore del servizio pubblico», lanciata da diverse riviste dei consumatori, chiede una modifica dell’articolo 43b della Costituzione federale «Principi delle prestazioni di base della Confederazione». Con le modifiche costituzionali proposte, i promotori dell’iniziativa intendono migliorare il servizio pubblico, a loro avviso peggiorato, e fermarne lo smantellamento. In sostanza si chiede che la Confederazione e le imprese parastatali, nell’ambito del servizio universale:

  • non mirino a conseguire profitti
  • non sovvenzionino trasversalmente altri settori dell’amministrazione
  • non mirino a perseguire interessi fiscali

Inoltre, la Confederazione deve fare in modo che i salari e gli onorari dei collaboratori di tali imprese non superino quelli dell’Amministrazione federale.

Le ragioni per cui il Consiglio federale respinge l’iniziativa

L’iniziativa scredita il servizio pubblico

L’iniziativa induce a pensare che il servizio pubblico in Svizzera sia carente. Posta, FFS e Swisscom forniscono invece servizi di alta qualità: basti pensare che quasi tutta la Svizzera è raggiungibile con i trasporti pubblici. L’offerta degli orari è fitta, la puntualità dei mezzi elevata. Lettere e pacchi giungono a destinazione in modo sicuro e la rete di uffici e agenzie postali è capillare, come pure la copertura a banda larga. In sintesi: la Svizzera dispone di un sistema di prestazioni di base nell’ambito dei servizi infrastrutturali sicuro, esteso e di alta qualità. Il servizio pubblico è un segno distintivo del nostro Paese e, al contempo, il presupposto per una buona qualità di vita, la coesione nazionale e un’economia prospera.

L’iniziativa impone limiti alle aziende e va contro gli interessi degli utenti

I promotori dell’iniziativa sostengono che il servizio pubblico stia subendo uno smantellamento e intendono invertire radicalmente questa tendenza proibendo a Posta, FFS e Swisscom di mirare a conseguire profitti. Qualora ve ne fossero, non potrebbero essere distribuiti alla Confederazione, ma dovrebbero restare nell’azienda. Tale richiesta imporrebbe limiti alle imprese nell’esercizio delle loro attività economiche. Le aziende interessate, inoltre, perderebbero ogni stimolo a operare in modo efficiente. Di conseguenza, le imprese parastatali non disporrebbero più dei mezzi necessari per investire in nuove tecnologie e prodotti, presupposti essenziali per garantire un buon servizio universale. Il Consiglio federale, invece, si aspetta che Posta, FFS e Swisscom continuino a sviluppare i loro servizi in funzione e a favore delle esigenze della popolazione. Ad esempio, ogni anno Swisscom investe 1,8 miliardi di franchi nel potenziamento dell’infrastruttura IT e di rete, per offrire ai suoi clienti collegamenti sempre più rapidi.

L’iniziativa diminuisce l’attrattività delle imprese parastatali quali datrici di lavoro

Un’altra richiesta dell’iniziativa è che i salari e gli onorari dei collaboratori delle imprese parastatali non siano superiori a quelli corrisposti dall’Amministrazione federale. Introducendo questa disposizione, le aziende perderebbero la loro attrattività sul mercato, poiché dovrebbero adeguare il trattamento economico del loro personale a quello previsto dalla Confederazione. Per le imprese parastatali è tuttavia essenziale stabilire salari in linea con le condizioni di mercato, in quanto devono poter contare su personale esperto e qualificato, tra cui specialisti del settore bancario e informatico.

L’iniziativa mette in discussione il principio fondamentale del servizio pubblico

I promotori vogliono proibire i sovvenzionamenti trasversali in altri settori. Il testo depositato, tuttavia, non fornisce spiegazioni più precise in merito. Secondo il comitato d’iniziativa, in questo modo si dovrebbe garantire che i profitti delle imprese parastatali provenienti dal servizio universale non vengano distribuiti alla Confederazione sotto forma di dividendi. Uno dei principi fondamentali del servizio pubblico è che i settori meno redditizi vengano finanziati tramite i profitti di altri settori. Ciò permette di stabilire prezzi uniformi e di garantire un’offerta di prestazioni di qualità in tutta la Svizzera. In tal senso, il concetto di servizio pubblico si fonda sui principi della compensazione e della solidarietà.

L’iniziativa comporta una perdita del gettito fiscale

Se le imprese parastatali non versassero più alla Confederazione, a titolo di dividendi, i loro profitti nel servizio universale, si verificherebbe una perdita del gettito fiscale che potrebbe essere compensata solo a costo di aumenti di imposte o di riduzione delle prestazioni del servizio pubblico. In gioco ci sono importi cospicui: nel 2014, le imposte sull’utile delle imprese parastatali e la distribuzione di dividendi di Swisscom e Posta hanno generato un volume complessivo di 1,3 miliardi di franchi. Attuando l’iniziativa, queste entrate a favore di Confederazione e Cantoni diminuirebbero.

L’iniziativa crea incertezza e fa leva sui mezzi sbagliati

L’iniziativa promette più servizio pubblico, non precisando però come intende raggiungere tale obiettivo. Se l’iniziativa fosse accolta si creerebbe una grande incertezza, soprattutto per quanto riguarda la sua attuazione a livello di legge. Le previste disposizioni sui profitti, i sovvenzionamenti trasversali e il regime salariale indebolirebbero le imprese parastatali e, di conseguenza, anche il servizio pubblico.
    

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