Gli argomenti del Consiglio federale

È importante preservare la natura e il paesaggio, ma l’iniziativa non presenta alcun vantaggio per il nostro Paese. Un rigido blocco delle zone edificabili non tiene conto dei bisogni della popolazione e dell’economia né tantomeno delle particolarità cantonali e regionali. Laddove il terreno edificabile scarseggia, inoltre, cresce il rischio che i prezzi delle abitazioni aumentino.

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa in particolare per i motivi esposti qui di seguito.

La dispersione degli insediamenti è già contrastata efficacemente

Nel 2013 il Popolo ha accettato misure incisive volte a contrastare la dispersione degli insediamenti. I Cantoni e i Comuni stanno ora provvedendo alla loro rapida attuazione. Le zone edificabili sovradimensionate devono essere ridotte. I Cantoni il cui piano direttore non è approvato dal Consiglio federale entro la fine di aprile del 2019 non possono delimitare nuove zone edificabili fino all’avvenuta approvazione. Con queste misure si pone un freno alla dispersione degli insediamenti e si salvaguarda il paesaggio.

L’iniziativa impedisce uno sviluppo ragionevole

L’iniziativa ha un’impostazione troppo rigida poiché propone di congelare la superficie delle zone edificabili al livello attuale e a tempo indeterminato. Questo approccio non tiene conto dei bisogni della popolazione e dell’economia e ostacola uno sviluppo ragionevole del Paese. Rende inoltre più difficoltoso l’insediamento di nuove imprese e pregiudica la competitività della Svizzera.

È ingiusta e controproducente

Il blocco delle zone edificabili punisce ingiustamente i Cantoni e i Comuni che, nel gestire il suolo e delimitare nuove zone edificabili, hanno dato prova di oculatezza. Dove il terreno edificabile scarseggia, inoltre, cresce il rischio che i prezzi dei fondi e delle abitazioni aumentino. Congelare a tempo indeterminato le zone edificabili, come chiesto dall’iniziativa, significa aggravare il problema. Aumenta inoltre il rischio che si vada a costruire laddove vi è ancora terreno edificabile, anche se discosto e scarsamente urbanizzato, favorendo così la dispersione degli insediamenti.

È troppo centralistica

L’iniziativa è in contrasto con il federalismo: congelare le zone edificabili equivale di fatto a limitare il margine di manovra di Comuni e Cantoni. La situazione ad Aarau è diversa da quella ad Arosa, Agno o Aigle. L’iniziativa ostacola soluzioni su misura.

Nuoce all’agricoltura

L’iniziativa nuoce all’agricoltura. Nella maggior parte dei casi, fabbricati quali serre o capannoni per l’allevamento di pollame non potrebbero più essere edificati su terreni agricoli. I contadini sarebbero dunque costretti a realizzarli nelle zone edificabili, dove il terreno è molto più costoso.

Preservare l’attrattiva del nostro Paese

Per proteggere la natura e il paesaggio è importante sfruttare meglio le superfici insediative esistenti e procedere con moderazione alla delimitazione di nuove zone edificabili. Confederazione, Cantoni e Comuni hanno adottato questo approccio da tempo. L’iniziativa non ne tiene conto e con la sua proposta di un rigido blocco delle zone edificabili compromette gli sforzi volti a far sì che la Svizzera resti un luogo attrattivo in cui vivere e lavorare.

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