Piano di salvataggio per il settore elettrico: FAQ

Qual è lo scopo del piano di salvataggio?

Dalla fine del 2021 i prezzi sui mercati dell'energia sono notevolmente aumentati. La guerra in Ucraina ha inasprito questa tendenza. Di conseguenza, aumenta considerevolmente il fabbisogno di liquidità delle aziende attive nel commercio di energia elettrica. Sebbene le aziende elettriche svizzere siano solide, nel peggiore dei casi potrebbe verificarsi una reazione a catena incontrollabile che metterebbe a rischio la liquidità di aziende elettriche di rilevanza sistemica e, di conseguenza, anche l'approvvigionamento elettrico svizzero. Le conseguenze di un blackout prolungato sarebbero devastanti. Con il piano di salvataggio per le imprese di rilevanza sistemica, il Consiglio federale intende evitare questo scenario «worst case». Un approvvigionamento elettrico sicuro e di buona qualità è essenziale per la nostra popolazione e la nostra economia.

A seguito dell’estrema volatilità dei prezzi sui mercati europei, la Axpo Holding ha presentato al Consiglio federale una domanda di sostegno temporaneo in termini di liquidità. Il 5 settembre 2022, dopo approfonditi accertamenti e con l’accordo della Delegazione delle finanze delle Camere federali (DelFin), il Consiglio federale ha deciso di attivare il piano di salvataggio e di accordare alla Axpo la linea di credito richiesta di 4 miliardi di franchi.

A quali condizioni il Consiglio federale ha vincolato il sostegno a favore della Axpo?

Il credito è vincolato a condizioni severe, tra le quali ad esempio il divieto di versare dividendi fino al pagamento integrale del mutuo e degli interessi. Inoltre durante questo periodo la Axpo e le altre società del gruppo non possono procedere all’alienazione di attivi né a ristrutturazioni che possano compromettere il rimborso del mutuo o eventuali garanzie. La Axpo è inoltre obbligata a fornire le informazioni e i documenti necessari (ad es. sulla situazione finanziaria, sull'utilizzazione dei mutui o sulle operazioni sui mercati dell'energia) ai servizi federali responsabili dell'esecuzione, alla ElCom e al Controllo federale delle finanze (CDF). I mutui della Confederazione devono essere sussidiari e sostituiti al più presto da altri finanziamenti da parte dei proprietari e di altri fornitori di capitale di terzi.

Su quali basi legali ha fondato il Consiglio federale la sua decisione?

Il Consiglio federale si è basato sulle modalità disciplinate nella legge federale urgente relativa ad aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese del settore dell'energia elettrica, che il Collegio ha trasmesso al Parlamento nel mese di maggio e il Consiglio degli Stati ha sostenuto in giugno. Poiché il Consiglio nazionale non ha ancora deciso in merito, il sostegno della Confederazione avviene in virtù di un'ordinanza di necessità. Durante la discussione sul piano di salvataggio, il Parlamento ha sottolineato che il Consiglio federale, se necessario, deve applicare il diritto di necessità. Il Consiglio federale ritiene che le deliberazioni sul piano di salvataggio si concluderanno nel corso dell'imminente sessione autunnale.

Non tarderanno ora ad arrivare alla Confederazione ulteriori richieste in tal senso da parte di altre imprese del settore dell’energia elettrica?

La Confederazione sta seguendo da vicino la situazione. A causa dell’elevata volatilità dei prezzi, la consigliera federale Simonetta Sommaruga aveva già istituito una taskforce prima di Natale 2021, quando un’altra impresa aveva presentato una domanda di sostegno temporaneo in termini di liquidità, ritirata poi ad inizio 2022.

La decisione se presentare o meno una domanda spetta alle aziende elettriche. La Confederazione non è pertanto in grado di fornire informazioni in merito. Attivando il piano di salvataggio, il Consiglio federale intende impedire una reazione a catena che potrebbe compromettere l’approvvigionamento energetico in Svizzera.

Che cosa può innescare una reazione a catena?

Le impennate straordinarie dei prezzi sui mercati europei dell'energia comportano rischi notevolmente più elevati per i crediti e le prestazioni di garanzia delle aziende elettriche svizzere e quindi per la loro liquidità. Nel caso di un brusco incremento dei prezzi, ad esempio a seguito del blocco delle forniture di gas da parte della Russia, della rinuncia dell'Europa a questa materia prima o di una grave penuria delle forniture materiali di gas, il fabbisogno di liquidità della aziende elettriche può aumentare in breve tempo fino al punto che esse non possono più assicurare tempestivamente sufficienti garanzie. Questo può avere come conseguenza un'insolvenza incontrollata di un'azienda di rilevanza sistemica.

La legge federale urgente concernente un piano di salvataggio offre una soluzione per far fronte allo scenario peggiore. Durante altre crisi il Consiglio federale è dovuto intervenire con il diritto di necessità, una decisione che intende ora evitare per quanto possibile. La legge federale urgente garantisce che il Parlamento possa essere coinvolto, contribuendo quindi anche a definire le condizioni di sostegno. Inoltre la Confederazione rende trasparenti le condizioni per la concessione degli aiuti statali. Il Consiglio degli Stati sostiene il piano di salvataggio e il 16 giugno 2022 ha discusso il relativo progetto di legge.

Quali sono gli elementi principali del piano di salvataggio?

  • Vengono sostenute soltanto le aziende elettriche di rilevanza sistemica.(Secondo la decisione del Consiglio degli Stati, oltre alle grandi imprese come Axpo, Alpiq e BKW, anche altre aziende elettriche potranno ricevere un sostegno in caso di carenza di liquidità, qualora la sicurezza dell'approvvigionamento fosse altrimenti compromessa).

  • Il sostegno da parte della Confederazione è sussidiario; in primo luogo sono chiamati ad agire le aziende stesse e gli investitori che forniscono capitale proprio e di terzi.

  • Si applicano condizioni severe, tra cui prescrizioni sulla trasparenza, una rimunerazione a condizioni di mercato dei mutui più un supplemento di rischio e il divieto di distribuzione di dividendi.

  • Sono previsti mutui diretti della Confederazione per un importo massimo di 10 miliardi di franchi.

Quali sono le aziende elettriche considerate di rilevanza sistemica?

Si tratta di imprese svizzere che rappresentano una quota significativa nel parco degli impianti di produzione e nella commercializzazione dell'elettricità. La legge definisce le imprese che soddisfano questa condizione. Il criterio adottato è una potenza elettrica installata in Svizzera di almeno 1200 megawatt. Tra queste aziende vi sono la Axpo Holding SA, la Alpiq Holding SA e la BKW SA. La ElCom può definire aziende di rilevanza sistemica altre imprese aventi una minore potenza elettrica installata, purché esse siano in particolare fortemente interconnesse e rilevanti per l'economia. Il Consiglio degli Stati ha deciso che in linea di massima anche altre aziende elettriche possono essere sostenute in caso di carenza di liquidità, qualora la sicurezza dell'approvvigionamento fosse altrimenti compromessa. Seguirà la discussione in Consiglio nazionale.

Chi è responsabile delle altre aziende di approvvigionamento elettrico?

Nel caso delle aziende elettriche che non sono di rilevanza sistemica sono responsabili i proprietari. A questi ultimi spetta assicurare la liquidità e il capitale necessari. Se una di tali aziende dovesse cessare l'attività, sarà sostituita da una concorrente.

In caso di fallimento, una centrale elettrica potrebbe semplicemente continuare la propria attività?

Nel caso ideale sì, nel caso peggiore non è da escludere tuttavia una cessazione delle attività che potrebbe avere conseguenze sull'approvvigionamento elettrico in Svizzera. Attualmente non esistono ancora piani aziendali sufficienti finalizzati a garantire la continuità della produzione e della distribuzione di energia elettrica anche in caso di illiquidità dell'azienda. Per questo motivo il Consiglio federale intende agire in modo preventivo. In linea di principio, le prestazioni delle aziende elettriche di rilevanza sistemica sono indispensabili per l'economia. Se non possono essere riprese in tempo utile (per il mercato elettrico ciò significa entro poche ore) da altri operatori del mercato, in certi casi l'approvvigionamento elettrico potrebbe non più essere garantito in tutto il Paese.

Non dovrebbero essere chiamati in causa in primo luogo i proprietari e in particolare i Cantoni?

I principali responsabili dell'approvvigionamento rimangono in primo luogo le aziende elettriche e i rispettivi proprietari. Il piano di salvataggio interviene solo a titolo sussidiario e solo in caso di sviluppi straordinari del mercato, quando vi è il rischio immediato di insolvenza o indebitamento eccessivo. Se, in caso di fallimento di un'azienda, non è garantita la sicurezza dell'approvvigionamento, la Confederazione deve intervenire. Molti Cantoni non sono in grado di reperire liquidità così ingenti in poco tempo. I Cantoni devono tuttavia rimborsare alla Confederazione la metà delle eventuali perdite sui mutui.

A quali condizioni sono vincolati gli aiuti federali?

  • La partecipazione al piano di salvataggio non è facoltativa: le aziende elettriche di rilevanza sistemica vi sono assoggettate per legge. Un'impresa di rilevanza sistemica non rientra fondamentalmente nel campo di applicazione della legge se può contare su un sostegno finanziario cantonale equivalente al sussidio federale.
  • Le condizioni per il sostegno da parte della Confederazione sono molto severe. Esse comprendono, tra l'altro, prescrizioni sulla trasparenza, una rimunerazione a condizioni di mercato dei mutui più un supplemento di rischio e il divieto di distribuzione di dividendi. I mutui sono rimunerati a condizioni di mercato, con un supplemento di rischio compreso fra il 4 e il 10 per cento. La severità delle condizioni esprime il fatto che il piano di salvataggio è disponibile solo per situazioni estreme. Le imprese assoggettate pagano inoltre un importo forfettario annuale a copertura perlomeno parziale dei costi per la messa a disposizione del piano di salvataggio.

  • Le aziende elettriche di rilevanza sistemica possono concordare in anticipo con la Confederazione le condizioni per un mutuo di cui usufruire a titolo sussidiario in una situazione di crisi, perché in caso di emergenza l'aiuto deve essere disponibile entro 48 ore.

  • La legge rimarrà in vigore fino alla fine del 2026. Successivamente, dovrà essere adottata una serie di misure in grado di rendere il settore elettrico più resiliente in caso di crisi e il piano di salvataggio superfluo. Queste misure includeranno prescrizioni per garantire in ogni momento la continuità di funzioni importanti come la produzione di elettricità (Business Continuity Management), una legge sull'integrità e la trasparenza del commercio all'ingrosso di elettricità e gas, così come eventuali requisiti sulla liquidità e la capitalizzazione delle aziende.

  • I Cantoni devono rimborsare alla Confederazione la metà delle eventuali perdite sui mutui. La quota dei singoli Cantoni corrisponde alla loro quota del PIL. In cambio, essi ricevono il 50 per cento delle entrate generate dal supplemento di rischio.

Perché il piano salvataggio è obbligatorio per le aziende di rilevanza sistemica?

Le aziende del mercato elettrico sono strettamente collegate tra loro. Se manca la corrente il nostro Paese si paralizza. Il Consiglio federale non ritiene che un assoggettamento puramente volontario delle imprese di rilevanza sistemica sia un'opzione praticabile, perché potrebbero verificarsi situazioni in cui tali imprese non sono più in grado di raccogliere da sole in tempo utile la liquidità necessaria e il loro fallimento potrebbe portare a reazioni a catena e persino a un collasso del sistema. Il Governo propone tuttavia che un'impresa di rilevanza sistemica possa in larga misura essere esclusa dal campo di applicazione della legge se può contare, in termini di liquidità, su un sostegno cantonale equivalente a quello previsto dalla norma federale.

Sono previste a lungo termine altre misure?

Il piano di salvataggio è un provvedimento temporaneo a breve termine. La Confederazione prevede di adottare altre misure, al fine di garantire a lungo termine un approvvigionamento elettrico sicuro e di buona qualità nonché di rendere i gruppi energetici più resilienti:

  • prescrizioni sulla trasparenza per i grandi produttori di energia elettrica, in modo da riconoscere per tempo problemi di liquidità (le cosiddette prescrizioni Remit: Regulation on Wholesale Energy Market Integrity and Transparency). Il Consiglio federale si attende che le aziende applichino fin da subito e volontariamente tali prescrizioni. Si tratta di informazioni che devono essere trasmesse alla ElCom, in modo che quest'ultima sia in grado di prevedere meglio le difficoltà e avere una visione d'insieme della situazione. Il Consiglio federale ha intenzione in un secondo momento di integrare queste prescrizioni sulla trasparenza in una legge;
  • affinché sia possibile continuare a produrre energia elettrica anche in caso di fallimento, sono necessarie direttive per il mantenimento di importanti funzioni (il cosiddetto Business Continuity Management BCM). Anche queste sono attualmente in fase di elaborazione e saranno sottoposte al Parlamento;
  • sono allo studio prescrizioni in materia di capitale proprio e di liquidità, analogamente a quelle applicate attualmente alle banche (Remit +). Tali regole potrebbero in futuro sostituire la legge federale urgente concernente il piano di salvataggio.
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