Domande e risposte (FAQ)


Il testo in votazione intende inserire le vie ciclabili nell’articolo costituzionale che disciplina sentieri e percorsi pedonali. Per quale motivo?

Qualora Popolo e Cantoni approvassero il decreto federale concernente le vie ciclabili, gli effetti sarebbero i seguenti:

  • innanzitutto la modifica costituzionale consentirebbe alla Confederazione di definire, come già avviene per sentieri e percorsi pedonali, principi e condizioni quadro per la creazione di reti ciclabili, di sostenere e coordinare le misure adottate da Cantoni e altri soggetti a favore di questo tipo di infrastrutture nonché di svolgere attività di informazione sull’argomento;
  • in secondo luogo la valorizzazione giuridica delle vie ciclabili rappresenterebbe un segnale forte per Cantoni, Comuni e Confederazione, affinché alla bicicletta e alle relative infrastrutture venisse riconosciuto il giusto peso e si moltiplicassero gli sforzi per la promozione di questa forma di trasporto.

La Confederazione potrà definire i principi per le reti ciclabili. Che cosa significa in concreto?

Pianificazione, realizzazione e manutenzione delle vie ciclabili restano di competenza di Cantoni e Comuni; la Confederazione interverrà a titolo sussidiario, elaborando principi e condizioni quadro per sostenere la bicicletta e le sue infrastrutture, come già avviene per i sentieri e i percorsi pedonali.

Il decreto federale concernente le vie ciclabili non postula alcun impegno finanziario da parte della Confederazione né interferisce in alcun modo nella sovranità di Cantoni e Comuni. Ma l’amministrazione centrale sarà in grado di offrire a Cantoni, Città e Comuni strumenti concreti per progettare, realizzare e preservare meglio l’infrastruttura ciclabile sull’intero territorio nazionale. Si tratta ad esempio di manuali e guide pratiche, oltre ad applicazioni basate su geodati per la progettazione e la gestione delle reti di percorsi ciclabili. La Confederazione lancerà inoltre progetti di ricerca e sperimentali per acquisire le conoscenze mancanti oppure agirà a sostegno di organizzazioni private che svolgono attività nei settori dell'informazione, della formazione o del monitoraggio.

I conducenti di biciclette convenzionali ed elettriche sono l’unica categoria di utenti stradali fra i quali il numero di feriti è in continuo aumento. Il decreto federale concernente le vie ciclabili creerà maggiore sicurezza per i ciclisti?

La competenza per le attività di progettazione, realizzazione e manutenzione spetta a Cantoni e Comuni e da questo punto di vista il nuovo decreto non prevede cambiamenti. La Confederazione però avrà la possibilità di formulare criteri qualitativi per la rete delle vie ciclabili, ad esempio a livello di standard realizzativi o di sicurezza. Mettendo a disposizione guide pratiche e strumenti di attuazione concreti, può contribuire a far sì che le vie ciclabili vengano create e mantenute a regola d’arte, con particolare attenzione all’incolumità degli utenti, svolgendo così un compito importante per la sicurezza. Un principio federale fondamentale a tal riguardo è costituito dalla separazione delle diverse modalità di trasporto. La migliore prevenzione degli incidenti consiste nell’assegnare alla mobilità ciclistica spazi di circolazione sicuri e autonomi.

Quali vantaggi porta ai ciclisti il testo in votazione?

Il decreto federale in oggetto porta a equiparare nella Costituzione le vie ciclabili ai sentieri e percorsi pedonali e questo significa che la Confederazione potrà operare in via sussidiaria a sostegno di Cantoni e Comuni a livello di progettazione, realizzazione e manuntenzione. I principi di attuazione di tale volontà politica saranno sanciti in forma di legge dal Parlamento federale. Il primo obiettivo è quello di poter promuovere la qualità delle reti ciclabili grazie al sostegno tecnico della Confederazione, aumentandone tendenzialmente la sicurezza e la competitività rispetto ad altre infrastrutture di trasporto. In particolare la Confederazione auspica che le vie ciclabili siano separate per quanto possibile dal resto della circolazione per ridurre i rischi di collisione e migliorare il flusso di ambo le forme di mobilità.

Il progetto relativo alla bicicletta è utile anche per automobilisti e utenti dei mezzi pubblici?

Il progetto consente alla Confederazione di operare a sostegno di Cantoni e Comuni nella progettazione, realizzazione e manuntenzione di vie ciclabili, sollecitando in particolare maggiore attenzione a una più chiara separazione fra le diverse correnti di traffico. Si promuoverebbe in tal modo la sicurezza stradale migliorando nel contempo i flussi. Vie ciclabili sicure ed efficienti contribuiscono infatti a ridurre l’affollamento di treni, bus e tram e a decongestionare la circolazione automobilistica.

Il potenziale della bicicletta, ad esempio per ridurre i picchi di traffico, è elevato e ancora parzialmente inespresso:

  • il 46 per cento degli spostamenti in auto e l’83 per cento delle corse in tram e bus non superano i cinque chilometri di lunghezza, il che equivale a un tragitto ideale in bicicletta di 15-20 minuti;
  • il 66 per cento degli spostamenti in auto e il 96 per cento delle corse in tram e bus (esclusa la rete celere ovvero ferrovia suburbana) non superano i dieci chilometri di lunghezza, il che equivale a un tragitto ideale in bicicletta elettrica di 20-25 minuti;
  • inoltre il 10 per cento degli spostamenti in auto e il 14 per cento delle corse in tram e bus non superano il chilometro di lunghezza, il che equivale a un tragitto ideale a piedi di 15 minuti.

Il trasferimento alla bicicletta anche di solo una parte di questi tragitti alleggerirebbe notevolmente il trasporto pubblico e il traffico motorizzato privato, soprattutto nelle città e negli agglomerati. Un incentivo in tal senso potrebbe venire da vie ciclabili di migliore qualità.

Quali saranno le conseguenze per i pedoni?

Grazie al decreto federale concernente le vie ciclabili, la Confederazione avrà la possibilità di formulare criteri qualitativi infrastrutturali, ad esempio a livello di standard realizzativi o di sicurezza. Un principio federale importante a tal riguardo prevede che alle biciclette vengano messi a disposizione con maggiore sistematicità spazi di circolazione propri, separati cioè dal traffico motorizzato ma anche dai marciapiedi e da altre aree riservate ai pedoni. Questi ultimi beneficeranno quindi di più spazio e un maggiore senso di sicurezza.

Quanti chilometri di vie ciclabili esistono in Svizzera?

La circolazione delle biciclette sulle vie ciclabili può essere organizzata in diversi modi: lungo strade fortemente trafficate sono presenti in genere ciclopiste o corsie ciclabili; sulle strade di quartiere a ridotta intensità di traffico i ciclisti possono utilizzare di solito senza problemi la carreggiata ordinaria. Non esiste quindi alcuno standard realizzativo per le vie ciclabili, ragion per cui Cantoni e Comuni dispongono di dati molto limitati sull’estensione della loro rete.

La rete svizzera degli itinerari ciclistici per il tempo libero misura circa 11 000 chilometri, a cui si aggiungono i 9 500 chilometri di tracciati per mountain bike. Tuttavia non esistono dati relativi ai percorsi utilizzati per la mobilità ciclistica quotidiana in Svizzera. Una rilevazione capillare di tale infrastruttura da parte della Confederazione sarebbe possibile solo una volta sancita a livello costituzionale la nuova disposizione.

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