L’iniziativa «A favore del servizio pubblico» minaccia il modello di successo svizzero

Berna, 05.04.2016 - Il 5 giugno 2016 il Popolo svizzero sarà chiamato a esprimersi sull’iniziativa popolare «A favore del servizio pubblico». I promotori dell’iniziativa chiedono che Posta, Swisscom e FFS non mirino a conseguire profitti, non procedano a sovvenzionamenti trasversali e emanino disposizioni sui salari. Il Consiglio federale respinge l’iniziativa in quanto limita il margine di manovra di queste imprese e di conseguenza il servizio pubblico risulterebbe indebolito, ha spiegato oggi il Capo del DATEC Doris Leuthard in occasione della conferenza stampa di presentazione della posizione del Consiglio federale in vista della votazione.

La Svizzera dispone di un servizio universale affidabile, che tiene in considerazione le esigenze degli utenti e che, nel confronto internazionale, si rivela di ottima qualità, ha affermato la Consigliera federale Leuthard. «Il servizio pubblico è un tassello fondamentale per la coesione di tutte le regioni del nostro Paese e per la prosperità economica. Non è quindi opportuno inscenare esperimenti mettendo a rischio questo bene prezioso. L’iniziativa crea incertezza, senza avanzare proposte concrete per migliorare il servizio pubblico», ha poi aggiunto il Capo del DATEC. L’iniziativa detta dei divieti invece di lasciare libertà imprenditoriali. Tutto ciò non costituisce un approccio sensato e un sì alle urne minaccerebbe perciò il modello di successo svizzero.

Per il Consiglio federale l’iniziativa limita eccessivamente le imprese parastatali. Con il divieto di mirare a conseguire profitti nel servizio universale, le imprese avrebbero difficoltà a investire in nuove tecnologie e prodotti, necessari per un servizio pubblico a misura della popolazione. Inoltre per Confederazione e Cantoni si registrerebbe un notevole calo delle entrate. La Confederazione, ad esempio, nel 2015 ha ricevuto dalla Posta dividendi pari a 200 milioni di franchi e da Swisscom dividendi per 580 milioni di franchi. «Un calo di queste entrate potrebbe comportare un aumento delle imposte o uno smantellamento delle prestazioni, anche nel servizio pubblico», ha messo in guardia la Consigliera federale Leuthard.

L’iniziativa mette in discussione il principio fondamentale del servizio pubblico

Anche il previsto divieto dei sovvenzionamenti trasversali solleva qualche interrogativo. Il servizio pubblico si basa sul principio che le prestazioni redditizie del servizio universale finanzino quelle meno redditizie. Grazie alle sovvenzioni trasversali si assicurano poi prezzi unitari in tutto il Paese nel settore delle lettere e delle conversazioni telefoniche.

Per quel che riguarda l’adeguamento dei salari di tutti gli impiegati di Posta, Swisscom e FFS a quelli dell’Amministrazione federale, il Capo del DATEC rimanda alle condizioni del mercato. I vincoli sui salari ridurrebbero l’attrattiva delle imprese parastatali sul mercato del lavoro. Posta, Swisscom e FFS possono infatti reclutare personale qualificato soltanto se pagano salari conformi alle condizioni di mercato.

Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati respingono all’unanimità l’iniziativa.

Per illustrare l’ampio spettro di opinioni contrarie all’iniziativa, oltre alla Consigliera federale Leuthard presenteranno le proprie posizioni le seguenti personalità:

  • il Consigliere di Stato Philippe Leuba (VD; rappresentante della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica)
  • il Consigliere di Stato Mario Cavigelli (GR; rappresentante dei Cantoni di montagna)
  • la Consigliera nazionale Regine Sauter (PLR/ZH; rappresentante della piazza economica Svizzera)
  • la Consigliera nazionale Edith Graf-Litscher (PS/TG; rappresentante dei lavoratori e dei sindacati)

RIQUADRO: Cosa chiede l’iniziativa

L’iniziativa popolare «A favore del servizio pubblico», lanciata da diverse riviste dei consumatori, chiede che la Confederazione e le imprese parastatali come FFS, Posta e Swisscom non mirino a conseguire profitti nel settore delle prestazioni di base. Inoltre, devono rinunciare a sovvenzionare trasversalmente altri settori e non devono perseguire interessi fiscali. I salari e gli onorari dei collaboratori di tali imprese, infine, non devono essere superiori a quelli dell’Amministrazione federale. Con le modifiche costituzionali proposte, i promotori dell’iniziativa intendono migliorare il servizio pubblico, a loro avviso peggiorato, e fermarne lo smantellamento.


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